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Traduzioni rapide, non necessariamente corrette ma plausibilmente utili e interessanti.

“On fantasy”, by George R.R. Martin

Articolo spostato qui:

https://iltronodispade.wordpress.com/2016/04/05/parlando-di-fantasy-george-r-r-martin/

Domande impertinenti – philosoraptor

Che cosa sarebbe successo se Pinocchio avesse detto “il mio naso adesso crescerà”?

Cristiani e atei, in fondo, sono d’accordo sulla frase “quando muori, la tua coscienza si avvicina a Dio”?


Se i vegetariani amano gli animali, perché gli fregano tutto il cibo?

Se Gesù Cristo era il figlio unigenito di Dio e noi siamo tutti figli di Dio, siamo donne?

Perché Aladin non ha chiesto al genio, tra i tre desideri, di avere altri geni a disposizione?

Se cerchi di fallire e ci riesci, avrai fallito o avuto successo?


Se i soldi non crescono sugli alberi, perché le aziende hanno i rami?

Perché il forum degli anarchici ha moderatori e amministratori?

Se niente è impossibile, l’impossibile è possibile?

Se un caffè è meglio di niente e niente è meglio del sesso, un caffè è meglio del sesso?

Che cosa succederebbe, se non ci fossero periodi ipotetici?

Se non sei parte della soluzione sei parte del problema; se non sei parte del problema sei parte della soluzione?


Se la pratica rende perfetti, gli avvocati con “n” cause sono perfetti all’ennesima potenza?

Un terremoto su Marte si dovrebbe chiamare martemoto?

Nel caso si parli dell’assassinio di un gay, si può parlare di un omocidio?

Socrate parlava di Google e/o di Wikipedia?
L’alfabeto ingenera oblio nelle anime di chi lo imparerà: essi cesseranno di esercitare la memoria perché fidandosi dello scritto richiameranno le cose alla mente non più dall’interno di se stessi, ma dal di fuori, attraverso segni estranei: ciò che tu hai trovato non è una ricetta per la memoria, ma per richiamare alla mente. Nè tu offri vera sapienza ai tuoi scolari, ma ne dai solo l’apparenza, perché essi, grazie a te, potendo avere notizie di moltissime cose senza insegnamento, si crederanno d’essere dottissimi, mentre per la maggior parte non sapranno nulla; con loro sarà una sofferenza discorrere, imbottiti di opinioni invece che sapienti. (Fedro, 275 a-b)

Parlando di Danza – “Talking about Dance” di G.R.R. Martin

Kong è morto. Ovvero, A DANCE WITH DRAGONS è compiuto e procede inesorabilmente verso il 12 luglio, la sua data di pubblicazione.

Sì, lo so. La notizia è vecchia. L’ho già comunicata e da quando ho, finalmente, completato A DANCE WITH DRAGONS, alcune settimane fa, e ho divulgato la notizia qui (NdT sul blog di G.R.R.M.), ho iniziato a lavorare su… rullo di tamburi, prego… A DANCE WITH DRAGONS!

Con i libri va sempre così. Finisci, tiri un sospiro di sollievo… e, poi, torni al lavoro. C’è sempre molto da fare. I tuoi redattori leggono e fanno alcuni appunti. Tu fai delle revisioni e delle correzioni. Un caporedattore
riesamina il testo, trova degli errori, fa notare contraddizioni e incongruenze e pone domande. Tu sistemi qualcosa e lasci qualcos’altro in sospeso. Amici e fan divorano il libro e trovano degli errori che i tuoi redattori, caporedattori e correttori di bozze non hanno trovato. Tu, se il tempo lo consente, sistemi anche quelli. Poi viene l’appendice da preparare; l’appendice deve essere, dunque, modificata, riletta, corretta… e ancora e ancora…

Tuttavia, ora anche questo è passato: il copyediting, l’appendice, le prove, le correzioni, tutta quella roba. Il tour promozionale è stato pianificato (anche se alcuni dettagli sono ancora da definire), i piani di marketing sono in atto… e posso, infine, dire che Kong non è semplicemente defunto, ma è sinceramente e veramente morto.

Ora che la polvere sta decantando, finalmente, ho pensato di trarre un respiro profondo e dare un nuovo sguardo a questo lungo e strano viaggio fatto. Se v’interessa lo svolgimento, continuate a leggere. Fate attenzione, però, oltre questo punto, nel mio discorrere ci potranno essere alcuni spoiler in agguato. Qualora continuaste a leggere, sarebbe a vostro rischio e pericolo.

Innanzitutto, alcuni numeri. Il progetto definitivo di A DANCE WITH DRAGONS si attesta su 1.510 pagine manoscritte (la cui somma non include i riconoscimenti, la dedica o l’appendice). Scrivo con WordStar su una macchina DOS, così il
numero corrisponde a quello delle mie pagine. Quando i miei redattori a Bantam hanno trasposto i miei file WordStar in Word, il numero delle pagine è salito a 1540; ciononostante, io preferisco utilizzare il mio numero personale, per
motivi di coerenza. Con 1510 pagine, A DANCE WITH DRAGONS è soltanto un po’ più breve di A STORM OF SWORDS, che è composto da 1.521 pagine manoscritte con medesimi software, impostazioni e margini.

A un certo punto, piuttosto avanzato nel processo, DANCE era notevolmente più lungo. Il conteggio delle pagine era andato oltre le 1600 e stava scivolando, per mio tormento, verso le 1700 (a 1700 pagine il libro non sarebbe potuto essere stato pubblicato in un volume unico). Diverse cose hanno contribuito a riportarlo verso il basso.

Innanzitutto, io e i miei redattori abbiamo preso alcune decisioni su dove dovesse essere collocata la fine di questo libro; ciò ha comportato lo spostamento di pochi capitoli nel volume successivo, THE WINDS OF WINTER. Quanto ci si confronta con una saga come LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO, ci sono sempre delle decisioni da prendere riguardanti la fine di un libro e l’inizio del successivo, questo perché si ha a che fare con una storia lunga.
Questa scena funziona meglio alla fine di un libro o all’inizio del prossimo?
Questo personaggio dovrebbe uscire di scena in una situazione di suspense o con una soluzione di qualche tipo (sia essa permanente o temporanea)? E così via, si procede.

In secondo luogo, ho sudato, seguendo una tecnica che ho imparato a Hollywood, dove i miei script erano sempre troppo lunghi. “Questo è troppo lungo”, lo studio avrebbe detto. “Tagliane otto pagine”.
Non mi è mai piaciuto perdere per strada cose buone – siano esse scene, scambi in un dialogo, pezzi d’azione – in cambio, preferisco passare attraverso l’operazione di “taglio e stringimento” riga per riga e parola per parola, eliminando il grasso e lasciando il muscolo. Ho trovato la tecnica tanto preziosa che, da quando ha lasciato Los Angeles, l’ho adoperata con tutti i miei libri: è l’ultima fase del processo. Si termina il libro, quindi ci si torna su tagliando, tagliando e tagliando; ciò produce, lo sento, un testo più breve e più forte. Nel caso di A DANCE WITH DRAGONS, il mio sudore – la maggior parte prodotta dopo aver annunciato la data di pubblicazione del libro, ma
prima della consegna dei capitoli finali – ha ridotto di quasi ottanta pagine il totale.

Allora, cos’è rimasto? Molto. Un libro enorme, che, come ho già detto, è solo un pelo più corto di A STORM OF SWORDS. Il conteggio finale dice che abbiamo 73 capitoli, raccontati attraverso gli occhi di (gulp!) sedici personaggi con punti di vista differenti: potrei dirvi chi sono, ma dopo dovrei uccidervi.

In effetti, però, sarebbe più facile dirvi quelli che non hanno un punto di vista. Sansa, Sam, Aeron Damphair, Arianne e Brienne non hanno capitoli propri in A DANCE WITH DRAGONS; molti di questi personaggi avevano dei capitoli scritti, completati e lucidati, questi, però, sono stati spostati in THE WINDS OF WINTER, nell’ambito del processo editoriale di cui sopra.

Tornando a quando ho diviso A FEAST FOR CROWS in due libri, ricordo di aver detto, nella mia infame postfazione “Nel frattempo, tornando alla Barriera…”, che Tyrion, Dany e Jon Snow sarebbero tornati nel libro successivo: effettivamente, sono tornati. Questi tre personaggi dominano A DANCE WITH DRAGONS. Su 73 capitoli, 35 riguardano le loro gesta; è vero che ci sono sedici punti di vista, ma solo tre di essi costituiscono quasi la metà del libro. Il frammento più grande dei capitoli rimanenti appartiene a un vecchio personaggio POV, che è scomparso per un paio di libri, ma che ora ritorna… piuttosto usurato.

Sì, alcuni dei personaggi che sono apparsi come POV in A FEAST FOR CROWS riappariranno, poiché il periodo su cui si estende DANCE va ben oltre quello di FEAST. Tyrion non è il solo Lannister con un punto di vista. Cersei e Jaime
avranno dei capitoli, sebbene… attenzione… non molti. Anche Arya è disponibile. E terremo sotto controllo Bran, i suoi compagni e il loro lungo e freddo viaggio oltre la Barriera. Ci sono due POV Dornish (uno vecchio, uno
nuovo) e tre degli Uomini di Ferro (tutti POV precedentemente presenti).

E ci sono alcuni nuovi personaggi con punti di vista. Alcuni di loro sono PERSONAGGI nuovi, introdotti per la prima volta in questo libro. Altri sono personaggi già presenti ma nuovi in qualità di PUNTI DI VISTA; li abbiamo visti
in giro, ma non siamo mai entrati nelle loro teste. Una volta, qualche anno fa, dissi che avevo intenzione di introdurre in un libro un solo nuovo personaggio dotato di punto di vista. Ciò chiarisce perché non dovrei mai dire queste cose
prima che un libro sia ultimato. Alla fine, ho concluso con…. hmmm, lasciatemeli contare… uno, due, tre… ah … quattro nuovi personaggi con punti di vista: senza includere il prologo e l’epilogo. Quindi…

Che posso dire? Almeno in parte, il vile nodo Meereenese era proprio un problema di punti di vista (non completamente, no, per la gran parte era un problema legato a cronologia e causalità, ma in parte era proprio una questione
di POV). L’introduzione di un nuovo POV mi ha aiutato a risolvere questi problemi e a comporre un libro migliore. Alla fine, comporre un libro migliore fa sparire tutte le altre preoccupazioni.

Nonostante, ci siano in giro varie teorie strambe secondo le quali:
(1) avrei finito il libro anni fa e sarei stato seduto su un manoscritto ultimato in attesa del momento opportuno per rilasciarlo, allo scopo di fare più soldi,
oppure
(2) avevo abbandonato il romanzo o ero andato incontro ad un terribile blocco dello scrittore e non avrei fatto progressi dal 2005, la verità è quella dichiarata in questo blog … ho lavorato su DANCE tutto il tempo, anche se più lentamente di quanto mi sarebbe piaciuto. Ho fatto un duro lavoro di correzione, durante il quale ho lottato, e in alcuni periodi ho riscritto più di quanto ho scritto.

Nel corso degli anni ho inviato vari manoscritti parziali ai miei revisori, per mostrare loro a che punto mi trovavo in quel particolare momento. Ora che la corsa è finalmente terminata, ci sono tornato su e ho dato un altro sguardo
ad alcuni di quei vecchi file. Il conto delle pagine che segue si riferisce solo ai CAPITOLI COMPLETI in forma di bozza definitiva… o a quelli che io ritenevo essere “completi” e “definitivi” in quel momento. In ogni caso, c’erano svariate pagine di alcuni capitoli abbozzati o scritti in parte, ma quelle pagine non sono state incluse nel mio conteggio.

Il primo parziale dei miei file è datato gennaio 2006. A quel punto avevo scritto 542 pagine. Ora, ripensandoci, nel giugno 2005 divisi A FEAST FOR CROWS in due libri paralleli e scrissi la mia infame (e, in prospettiva, sconsiderata) postfazione “Nel frattempo, tornando alla Barriera…” A FEAST FOR CROWS, al momento della consegna, contava 1063 pagine manoscritte. Al momento della scissione, considerando tutto il materiale relativo a Tyrion e Daenerys che avevo tolto, pensai di necessitare solo di altre 400 pagine spaiate al fine di poter finalizzare un libro di uguale lunghezza; questo fu probabilmente ciò che mi spinse a dire che il prossimo libro sarebbe stato pronto in un anno. Le ultime parole famose. Da non ripetere.

Ovviamente, c’è voluto molto più tempo. Dopo aver scritto quanto sopra, finii per dedicare alla promozione di FEAST gran parte del resto del 2005. Un tour per il libro americano. Un tour per il libro canadese. Un tour per il libro
inglese. Una visita in Italia per il Lucca Games Show. Tutto grandioso, ma tutto estenuante. Nel mezzo, tornavo a casa, scrivendo qualcosa, ma probabilmente non molto. Il conteggio delle 542 pagine finite a gennaio 2006 non avrebbe potuto essere molto diverso da quello fatto nel giugno 2005, quando avevo diviso i libri.

L’anno o giù di lì che seguì ha dimostrato quanto ciò fosse folle. Il parziale successivo che inviai a Bantam è datato ottobre 2007 ed è lungo 472 pagine. Sì, nell’anno e mezzo trascorso tra i due parziali, ero riuscito a RImuovere circa
settanta pagine. In quel periodo mi ero dedicato molto di più alla revisione e alla riscrittura – e ristrutturazione – che allo sviluppo.

Ciononostante, poi mi è capitato di essere stato colpito da un buon incantesimo. Nel marzo 2008 ho consegnato un altro parziale, questo era di 596 pagine. Nel maggio 2008, un altro: stavolta 684 pagine. Nel dicembre 2008, 774 pagine. Dopo quel progresso rallentai, ma rimanendo abbastanza costante. Non dirò che non strappai nulla, che non riscrissi, ristrutturai o cambiai idea… l’ho fatto… ma sono andato avanti così, come i parziali che ho inviato ai
miei revisori testimoniano. Nel settembre 2009, ho mandato 998 pagine. Nel gennaio 2010 ho superato le 1000 pagine e ne ho consegnate 1.038. Quindi ricominciai a raccogliere un po’ di fumo e, nel giugno del 2010, il parziale fu
di 1028 pagine. Nell’agosto del 2010, 1.332 pagine. Dicembre 2010, 1.412 pagine. Nel marzo del 2011, Kong scricchiolava, i biplani in volo e io mandai il parziale finale, che pesava 1.571 pagine… ma avevo ancora alcuni capitoli
incompleti, alcuni rimasti molto approssimativi, alcuni che non sapevo se includere o meno. Tutto ciò ha spinto il conteggio finale oltre le 1600 e vicino alle 1700, prima dei cambiamenti editoriali e del sudore finale che ho descritto sopra.

Kong, sei stato una signora scimmia, ma sono contento che tu sia sceso dalle mie spalle.

Un giorno, probabilmente, qualche studente di letteratura fantasy potrebbe aver voglia di esaminare tutti questi manoscritti parziali e di documentare il modo in cui A DANCE WITH DRAGONS è cambiato nel corso degli anni. Ogni volta
che ho stampato una copia da inviare ai miei redattori, ne ho fatto una seconda e l’ho inviata a “Collezioni Speciali” presso la Texas A & M University, dove sono custoditi i miei documenti. Forse qualcuno scriverà una tesi di laurea
sulla mia lotta con questo libro. E chi lo sa, magari alla fine lui o lei concluderà che non ho fatto altro che renderlo peggiore di quanto già non fosse.

Io non ci credo. DANCE mi ha richiesto molto più tempo di quanto volessi, ma credo che tutto il tempo, il sangue e il sudore che ci ho messo abbia creato un racconto migliore.

Infine, nonostante tutto, gli unici giudici sarete voi, ragazzi.

Buona lettura. Io ho un altro libro da scrivere. Sì, sali sulle mie spalle … che scimmia carina che sei…

Tradotto liberamente da em.il.
fonte originale: http://grrm.livejournal.com/217066.html#cutid1 di G.R.R. Martin.

Omeopatia e scelleratezza

Siamo molto preoccupati per l’irresponsabile promozione e marketing della Walmart, attraverso il suo sito web, http://www.walmart.com, del Boiron Oscillococcinum, un inefficace “farmaco antinfluenzale” omeopatico.

Il sito della Walmart afferma che l’articolo, prodotto dalla Boiron, deve essere utilizzato “per i sintomi simil-influenzali”. Il sito afferma, inoltre, che il presunto principio attivo del prodotto, l’Anas Barbariae epatica Et Cordis extractum 200CK HPUS, avrebbe l’effetto di “ridurre la durata e la gravità dei sintomi influenzali”.

Il sito offre anche un’immagine del pacchetto dell’articolo, ove si legge che il prodotto “riduce la durata e la gravità dei sintomi influenzali”, tra cui “febbre, brividi, dolori muscolari e altri dolori”.

La promozione ingannevole della Walmart di questo “farmaco omeopatico”, come trattamento per l’influenza, non si limita alla pagina web in cui è visualizzato il prodotto. I consumatori possono accedere a questa pagina solo dopo aver visitato la pagina Walmart “Medicine Cabinet”, che garantisce ai clienti che i prodotti commercializzati da Walmart “combattono il raffreddore e l’influenza”.

Da lì, i visitatori del sito possono navigare verso la pagina “Wellness Shop – tosse, raffreddore e influenza”, che promette di aiutare il cliente: “Domina sulla stagione fredda e sull’influenza, restando aggiornato sui prodotti che possono aiutare te e la tua famiglia a stare bene, ad alleviare i sintomi e a guarire in fretta”. Nella sua “Guida agli acquisti per tosse, raffreddore, influenza” Walmart afferma che i suoi prodotti forniranno al cliente “tutto ciò di cui tu e la tua famiglia avete bisogno per combattere un raffreddore o l’influenza”. In breve, l’intero sito web Walmart è pieno di garanzie che i prodotti che Walmart propone come rimedi contro l’influenza sono efficaci per prevenire e curare l’influenza. Le persone stanno comprando Boiron Oscillococcinum sulla base di queste garanzie.

Le garanzie di Walmart in merito al Boiron Oscillococcinum, tuttavia, sono false e scriteriate. Il Boiron Oscillococcinum è inefficace contro i sintomi influenzali e l’influenza. Le soluzioni omeopatiche Oscillococcinum sono state prodotte nel 20esimo secolo sul presupposto sbagliato che contenessero “oscillococci”, batteri microscopici che si sono rivelati immaginari. Il principio attivo del presunto Oscillococcinum Boiron è costituito semplicemente da fegato e cuore d’anatra liquefatti, sostanze che si credeva contenessero quei batteri inesistenti.

Inoltre, la produzione di un preparato omeopatico “200 CK” consiste nella diluizione del “principio attivo” in acqua, diluizione ripetuta finché le probabilità che la soluzione ne contenga anche una singola molecola siano praticamente zero.

Non ci sono prove scientifiche credibili per sostenere che l’efficacia del preparato omeopatico “200CK” Boiron Oscillococcinum sia superiore all’effetto placebo. La premessa su cui si basa l’efficacia di questo “farmaco omeopatico” – ovvero che una sostanza naturale, che se assunta in grandi dosi da un individuo sano provoca una serie di sintomi, sia in grado, se opportunamente diluita, di curare quegli stessi sintomi in un individuo malato – non ha alcun fondamento nella realtà ed è stata smentita più volte.

Questa affermazione non deve essere interpretata come l’offerta di un parere legale. Tuttavia, con la commercializzazione del Boiron Oscillococcinum attraverso il suo sito web, Walmart potrebbe stare violando il Federal Food, Drug, and Cosmetic Act o FFDCA (NdT una legge federale) e la sua normativa attuativa. La Food and Drug Administration e la Federal Trade Commission hanno emesso delle lettere di avvertimento per altri rivenditori del Boiron Oscillococcinum affermando che il marketing online del prodotto per il trattamento dei sintomi influenzali viola la FFDCA.

Indipendentemente dal fatto che Wal-Mart stia violando la legge, la commercializzazione di questo prodotto è un grave disservizio nei confronti del pubblico. L’influenza è una malattia grave; può portare a complicazioni con conseguente ricovero in ospedale o addirittura alla morte, soprattutto tra gli anziani, i molto giovani e gli individui con determinate condizioni di salute. E’imperativo che i consumatori non siano indotti a credere che efficaci misure preventive e terapeutiche possano essere ignorate in favore di qualcosa che equivale all'”olio di serpente”. Un prodotto che è inutile è un prodotto che è dannoso.

Il Comitato per la Skeptical Inquiry e il Center for Inquiry hanno scritto al Wal-Mart nel novembre 2010 in merito alla commercializzazione approssimativa e fuorviante del Boiron Oscillococcinum. Fino ad oggi Walmart non ha risposto né ha accusato ricevuta della lettera del CSI e del CFI. Poiché Wal-Mart ha indotto in errore i consumatori circa l’efficacia del prodotto e ha ignorato richieste private di sistemare la situazione, siamo costretti a parlare pubblicamente dell’irresponsabilità della Walmart.

Esortiamo Walmart a smettere immediatamente di commercializzare questo prodotto inefficace. Anche se ci rendiamo conto che questo potrebbe non soddisfare gli interessi finanziari della Walmart, speriamo che la stessa agisca sulla base del necessario impegno etico. La cooperazione delle imprese socialmente responsabili è indispensabile nel momento in cui consumatori si avvalgono delle indicazioni dei produttori di rimedi farmaceutici e delle aziende che commercializzano i loro articoli.

http://www.centerforinquiry.net/news/csi_and_cfi_urge_walmart_to_stop_marketing_homeopathic_remedies/

Tradotto da em.il. – immagini non presenti nell’originale

Sono ateo o agnostico?

Un appello alla tolleranza a fronte dei nuovi dogmi
di Bertrand Russell (1947)

Parlo in qualità di persona che sarebbe dovuta essere cresciuta dal padre come razionalista. Mio padre era decisamente tanto razionalista quanto me, ma è morto quando avevo tre anni e la Court of Chancery ha deciso che dovevo giovare dei benefici di una educazione cristiana.
Penso che, plausibilmente, la Court of Chancery abbia deplorato la scelta fin da allora; non mi sembra di aver fatto tanto bene quanto speravano. Forse si può dire che sarebbe davvero un peccato se l’educazione cristiana dovesse cessare, perché non si dovrebbero ottenere più razionalisti.
Essi nascono principalmente dalla reazione a un sistema di istruzione che ritiene giusto che un padre possa decidere di crescere suo figlio come un Muggletonian (NdT piccolo movimento cristiano protestante) o sulla base di ogni altro tipo di sciocchezze, ma non deve, in alcun caso, portarlo a pensare razionalmente. Quando ero giovane, ciò era considerato illegale.

Il peccato e i vescovi

Fin da quando sono diventato un razionalista, ho ritenuto che vi sia ancora considerevole spazio nel mondo per l’importanza pratica di una visione razionalista, non solo nel campo della geologia, ma in ogni sorta di questioni pratiche, come il divorzio, il controllo delle nascite e una questione che è venuta alla luce poco tempo fa, l’inseminazione artificiale, al cui riguardo i vescovi ci dicono che ci sia qualcosa di gravemente peccaminoso; gravemente peccaminosa solo perché alcuni brani della Bibbia trattano l’argomento. Non è gravemente peccaminoso perché fa male a qualcuno, non è questo l’argomento in discussione. Finché si potrà dire, e finché si potrà convincere il Parlamento a sostenere che una cosa non deve essere fatta unicamente perché lo dice qualche brano della Bibbia, rimarrà strettamente necessaria la pratica razionalista.
Come forse saprete, mi sono messo in grossi guai negli Stati Uniti solo perchè, su alcuni aspetti pratici, ho ritenuto che il parere etico dato dalla Bibbia non fosse determinante e che in alcuni casi si debba agire in modo diverso da quello esposto dalla Bibbia. Per questi motivi, un tribunale decretò che non ero una persona adatta a insegnare nelle università statunitensi, questo mi ha fornito un elemento pratico per preferire il razionalismo ad altri punti di vista.

Non essere troppo certo!

La questione della definizione del razionalismo non è affatto banale. Non credo che lo si possa definire come il rifiuto di questo o quel dogma cristiano. Sarebbe perfettamente possibile essere un completo e assoluto razionalista nel vero senso del termine e accettare ancora questo o quel dogma.
La questione è come arrivare alle vostre opinioni e non quali siano le vostre opinioni. La cosa in cui crediamo è la supremazia della ragione. Se la ragione vi dovesse portare a conclusioni ortodosse, bene, sareste ancora razionalisti. A mio parere la cosa essenziale è che si dovrebbe basare le proprie argomentazioni su un genere di argomenti accettato dalla scienza e non si dovrebbe considerare ciò che si è accettato come assolutamente certo, ma solo come più o meno probabile. Non essere assolutamente certo è, credo, una delle cose essenziali della razionalità.

Prova di Dio

Qui c’è un problema pratico che mi ha spesso turbato. Ogni volta che vado in un paese straniero o in una prigione o in un luogo simile mi si chiede sempre quale sia la mia religione.
Non so mai se devo dire “agnostico” o “ateo”. E’ una domanda molto difficile e oserei dire che alcuni di voi sono stati turbati dalla stessa. Come filosofo, se parlassi ad un pubblico prettamente filosofico, dovrei dire che avrei dovuto descrivermi come agnostico, perché non credo che ci sia un argomento conclusivo con cui si dimostra che non c’è un Dio.
D’altra parte, se devo dare l’impressione giusta per l’uomo ordinario in strada, mi pare che dovrei dire che io sono ateo, perché, quando dico che non posso dimostrare che non c’è un Dio, dovrei aggiungere anche che non posso dimostrare che non ci sono gli dèi omerici.
Nessuno di noi prenderebbe in seria considerazione la possibilità che tutti gli dèi di Omero esistano davvero, ma se ci si dovesse mettersi al lavoro per dare una dimostrazione logica che Zeus, Era, Poseidone e gli altri non esistevano ci si ritroverebbe impegnati in un lavoro tremendo e non si potrebbe ottenere tale dimostrazione.
Pertanto, per quanto riguarda gli dèi olimpici, parlando ad un pubblico prettamente filosofico, direi che io sono un agnostico. Ma parlando volgarmente, credo che tutti noi diremmo di essere atei in rapporto a tali dèi. Per quanto riguarda il Dio cristiano, io credo di essere esattamente sulla stessa linea.

Scetticismo

C’è esattamente tanta possibilità e probabilità di esistenza per il Dio cristiano quanta ce n’è per il dèi omerici. Non posso provare che il Dio cristiano o gli dei omerici non esistano, ma non credo che la loro esistenza sia un’alternativa sufficientemente probabile da essere presa in seria considerazione. Pertanto, credo che su quei documenti, che mi hanno sottoposto in quelle occasioni, avrei dovuto dire “ateo”, anche se è stata una questione molto complessa e qualche volta ho affermato l’altro senza alcun principio chiaro.
Quando si ammette che nulla è certo si deve, credo, anche ammettere che alcune cose sono molto più certe di altre. E’ molto più certo che siamo riuniti qui stasera di quanto sia certo che questo o quel partito politico è nel giusto. Certo, ci sono gradi di certezza e bisogna stare molto attenti a sottolineare questo fatto, perché, altrimenti, ci si potrebbe ritrovare in uno scetticismo assoluto e lo scetticismo totale, naturalmente, è totalmente sterile e totalmente inutile.

Soprusi

Si deve ricordare che alcune cose sono molto più probabili di altre, che possono essere talmente probabili che non vale la pena di ricordare, in pratica, che non sono del tutto certe, tranne quando si tratta di questioni riguardanti i soprusi.
Se si tratta di mettere qualcuno che non vi crede al rogo, allora vale la pena di ricordare che in fondo potrebbe avere ragione e che non vale la pena farlo soffrire.
In generale, se un uomo dice, per esempio, che la terra è piatta, sono disposto a fargli diffondere il suo parere come gli pare e piace. Egli può, naturalmente, essere nel giusto, ma non credo che lo sia. In pratica, credo in questo caso fareste del vostro meglio per dimostrare che la terra è rotonda, anche se, naturalmente, potreste sbagliarvi. Pertanto, non credo che dovremmo cadere in uno scetticismo completo, ma rifarci ad una dottrina dei gradi di probabilità.
Credo che, nel complesso, sia il tipo di dottrina di cui il mondo ha bisogno. Il mondo è diventato ricco di nuovi dogmi. I vecchi dogmi sono forse cariati, ma nuovi dogmi sono emersi e, nel complesso, credo che un dogma è dannoso in proporzione alla sua novità. I nuovi dogmi sono molto peggiori di quelli vecchi.

http://www.positiveatheism.org/hist/russell8.htm

Tradotto da em.il.

SyncRonyA

Benvenuto nel mondo del fantastico, ti aspettano film, serie TV, libri e qualche dritta per gli scrittori

tiropoderoso

In fase di lavorazione...sempre e comunque

Io, ateo

La fede solleva delle montagne; sì: delle montagne d’assurdità. (André Gide)

A Magical Place

Cinema, Serie TV, Fumetti, ed altro...

Il Trono di Spade

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