Archivi categoria: Non solo politica…

I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela.
E. Berlinguer

UN TAGLIO AL FUTURO – MIOPIA POLITICA

[…]

il risultato ottenuto da LHC decreta […] la supremazia della fisica europea delle particelle (confermata peraltro da qualche scomposta reazione dei fisici statunitensi). E, in particolare, di quella italiana, con il decisivo contributo dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Ciò nonostante, l’INFN è stato l’ente di ricerca più penalizzato dai tagli previsti dalla spending review, suscitando la compiaciuta approvazione di chi crede che di questi tempi sia inutile gettare denaro nella ricerca di base. Prima di fregarsi le mani per i presunti risparmi, però, sarebbe bene verificare che cosa ha significato l’impegno nazionale nella progettazione e nella realizzazione di LHC. Senza contare i contratti di lavoro per ricercatori e tecnici italiani, la costruzione dell’acceleratore ha infatti fruttato 400 milioni di euro in commesse per piccole e medie aziende italiane hi-tech. A cui andrebbe sommato il non quantificabile valore aggiunto dello sviluppo di processi e materiali innovativi che resta un prezioso patrimonio di chi, altrimenti, non avrebbe potuto investire in imprese tanto onerose.
Mentre scrivo, leggo che il ministro Giampaolo Di Paola difende con ostinazione la scelta di procedere nell’acquisto di 90 caccia F35, al modico prezzo di 80 milioni di dollari l’uno (a titolo di confronto, il costo di tre F35 fa tutto il bilancio di un anno dell’INFN, stipendi compresi). Le ragioni che porta si rifanno al ritorno economico per le imprese italiane. Ora, mi chiedo, perché le ragioni che valgono per la difesa dovrebbero essere ignorate per la fisica?

10-07-2012: TAGLI ALLA RICERCA PREVISTI DALLA SPENDING REVIEW

Dichiarazione congiunta di

Giovanni Bignami, presidente INAF; Fernando Ferroni, presidente INFN; Luigi Nicolais, presidente CNR

Condividiamo l’auspicio del ministro Profumo a che il Parlamento corregga i tagli alla ricerca previsti dalla spending review. Siamo consapevoli che le difficoltà in cui si dibatte il paese necessitano del contributo di tutti, ma siamo altrettanto convinti che queste non possano essere superate attraverso tagli al settore ricerca e università, al contrario. Siamo pronti però a confrontarci perché una possibile maggiore efficienza del sistema ricerca porti a quei risparmi e ad un maggior ritorno economico in ambito europeo, come auspicato dal ministro Profumo.

Legge contro i lettori

E’ entrata in vigore la Legge Levi sul libro. Se cercherete la notizia in qualche prima pagina, difficilmente la troverete.

Detta legge prevede che chi vende non potrà scontare i libri di una percentuale superiore al 15%, tranne che in occasioni particolari.

La nuova legge sullo sconto sembra tutelare, in particolare, le grandi catene librarie, come Mondadori, atterrite dagli sconti applicati da Amazon.it.

Levi, che sente “in prima persona la responsabilità della legge appena approvata” afferma che “(…) gli sconti (…) lungi dall’essere vietati, continueranno ad essere possibili e in misura tutt’altro che irrilevante. I librai (…) avranno tutta la libertà (…) vendendo i libri con sconti fino al 15 per cento sui prezzi di copertina, con sconti, cioè, persino superiori a quel 10 per cento che costituisce oggi la riduzione abituale sul prezzo offerta dalle librerie ai loro clienti migliori”. La dichiarazione chiarisce quanto poco costui sia avvezzo all’acquisto di libri on-line o quanto sia distorto il suo modo di concepire il problema: le persone non si lamentano perché gli sconti sugli acquisti in libreria sono limitati, ma perché gli sconti sugli acquisti on-line vengono castrati dal suo provvedimento. E’ come se qualcuno gli avesse detto “le persone non possono prendere il gelato al cioccolato” e lui avesse risposto “non è vero, possono acquistare tranquillamente il gelato al pistacchio”.

In cambio, non rendendosi conto della martellata inflittasi e dimostrando che il suo interesse è tutelare quelli che, oltre ad avere grandi catene librarie, sono anche editori, il Levi sottolinea: “gli editori, dal canto loro, potranno continuare a sostenere le vendite delle loro pubblicazioni offrendoli in campagne promozionali con sconti fino al 25 per cento”. Chi viene in mente quando si pensa a un gruppo editoriale con grandi catene librarie, se non Mondadori?

Il vero problema è che i politici, anche non volendo mettere in dubbio la loro integrità e senza tirare in ballo termini come plutocrazia, vivono in un mondo diverso dal nostro; il pubblico se n’è accorto quando ha sentito Berlusconi parlare di “Gogol” o quando ha letto l’analisi che diceva che i nostri parlamentari sono i più vecchi e i meno istruiti d’Europa.

“In libreria lo sconto massimo, normalmente, è del 10%”: non capiscono neanche che non si sta parlando di librerie tradizionali; alcuni di questi, probabilmente, non sono neanche in grado di accendere un PC.

Questo li porta a tagliare con l’ascia il burro, senza distinguere le tipologie di libro e di vendita e le date di edizione; non pensano al fatto che moltissime persone scoprono i classici grazie a particolari politiche di sconto. Io non capisco, in cambio, perché il diritto a stabilire quale sia lo sconto da applicare debba essere maggiore per gli editori – malignamente si potrebbe pensare che gli editori italiani non hanno paura di farsi la guerra tra di loro, in cambio, però, le grandi case di distribuzione hanno il terrore di dover competere contro i colossi internazionali.

La domanda cui questi signori dovrebbero rispondere è: dove sono i vantaggi per i lettori e le loro famiglie?

em.il.

Democrazia e sue applicazioni

Tratto da “La democrazia” di Giorgio Gaber

(…) Sul vocabolario c’è scritto che “democrazia” significa “potere al popolo”.Sì, ma in che senso potere al popolo? Come si fa? Questo sul vocabolario non c’è scritto. Però si sa che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la “Democrazia rappresentativa” che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: “Lei non sa chi sono io!”. Questo è il potere del popolo. Ma non è solo questo. Ci sono delle forme ancora più partecipative. Il referendum, per esempio, è una pratica di “Democrazia diretta”… non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla Variante di Valico Barberino-Roncobilaccio, ha effettivamente qualche difficoltà. Anche perché è di Venezia. Per fortuna deve dire solo “Sì” se vuol dire no, e “No” se vuol dire sì. In ogni caso ha il 50% di probabilità di azzeccarla. Ma il referendum ha più che altro un valore folkloristico perché dopo aver discusso a lungo sul significato politico dei risultati… tutto resta come prima e chi se ne frega. Un’altra caratteristica fondamentale della democrazia è che si basa sul gioco delle maggioranze e delle minoranze. Se dalle urne viene fuori il51 vinci, se viene fuori il 49 perdi. Dipende tutto dai numeri. Come il gioco del Lotto. Con la differenza che al gioco del Lotto, il popolo qualche volta vince, in democrazia… mai! E se viene fuori il 50 e 50? Ecco, questa è una particolarità della nostra democrazia. Non c’è mai la governabilità. È cominciato tutto nel 1948. Se si fanno bene i conti tra la Destra –DC, liberali, monarchici, missini… – e la Sinistra – comunisti,socialisti, socialdemocratici, ecc. – viene fuori un bel pareggio. Da allora è sempre stato così, per anni! Eh no, adesso no, adesso è tutto diverso. Per forza: sono spariti alcuni partiti, c’è stato un mezzo terremoto, le formazioni politiche hanno cambiato nomi e leader. Adesso… adesso non c’è più il 50% a destra e il50% a sinistra. C’è il 50% al centro-destra e il 50% al centro-sinistra. Oppure un 50 virgola talmente poco… che basta che uno abbia la diarrea che salta il governo. Non c’è niente da fare. Sembra proprio che il popolo italiano non voglia essere governato. E ha ragione. Ha paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittatura di Sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di Destra. La dittatura di Centro invece… quella gli va bene. Auguri!!!

Nel riportare il testo di cui sopra, ho tagliato una parte essenziale, quella iniziale, in cui Gaber afferma “Io, da quando mi ricordo, sono sempre stato democratico, non per scelta, per nascita”. In questo modo sembra dichiarare il fatto che lui sia geneticamente democratico e ciò dovrebbe chiarire che il testo non è pro-dittatura, ma una semplice critica alla forma democratica presente nello stato italiano: sul fatto che sia una forma al 100% democratica ci sarebbe da discutere e non per la presenza di Berlusconi, quanto per la presenza di burocrati attaccati alle loro poltroni da “secoli”.

Poste le criticità delle forme democratiche statali, viene un dubbio, se è corretto che la forma statale debba essere democratica, è altrettanto corretto che questa sia la migliore forma di gestione in tutti gli ambiti e le realtà?

Io penso di no. Nell’ambito aziendale, ad esempio, ho verificato con mano che una gestione democratica non potrebbe funzionare. Nell’ambito militare… v’immaginate un esercito che funzioni in maniera democratica? Allo stesso modo, credo che nei forum non possa e non debba sussistere una forma democratica di gestione. Rinunciare alla democrazia, tuttavia, non significa passare alla monarchia assoluta: esistono diverse vie di mezzo, tra le quali l’oligarchia e la monarchia costituzionale. Io credo che il governo di un forum (a seconda che lo stesso “appartenga” ad un singolo o ad un gruppo) debba essere regolato in una delle due forme. In tali forme, non sono gli utenti a fissare le regole, né a stabilire chi siano i soggetti che le modificano e le fanno applicare. Tale potere, in questa mia idea di forum, dovrebbe appartenere al fondatore o al gruppo di gestione del forum stesso. Un forum perfettamente democratico rischierebbe di creare una profonda distorsione delle idee sulla base delle quali il forum stesso è stato fondato e la gestione dello stesso sarebbe molto meno efficace. Ovviamente, sarebbe da stabilire la forma di democrazia da scegliere, ma questo è un altro discorso e non credo che la disamina attuale meriti tale approfondimento.

em.il.

Caro sindaco, partiamo male, molto male.

Il sindaco di Napoli, De Magistris, che avevo difeso contro un processo alle intenzioni e contro le accuse propagandistiche del Giornale e di Libero, ha fallito il primo colpo.

Ora (circa un paio di giorni fa, ma per problemi di connessione ho potuto inserire solo oggi questo testo) afferma che:
“Napoli sarà liberata dai rifiuti nonostante il tentativo di sabotaggio messo in atto in queste ore da certi ambienti refrattari ad accettare la svolta politica che stiamo attuando nella città. Quando parlo di certi ambienti, non escludo ovviamente il crimine organizzato perché non può sfuggire il dato secondo il quale in alcune zone la raccolta dei rifiuti stata possibile, mentre in altre no”.

Eppure, il nostro sindaco non aveva detto “ripulirò Napoli entro cinque giorni, salvo che… “, la sua affermazione, almeno quella riportata dai giornali, era stata perentoria, del tutto priva di “se”. Anche per questo rimango stupito nel leggere ora dichiarazioni circa un abbandono da parte del Governo, che paiono alquanto fuori luogo: questo dovrebbe essere il momento di ammettere le proprie colpe, di rimboccarsi le maniche e di smetterla con stupide promesse demagogiche.


L’esimio e da parte mia ammiratissimo presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha ragione quando dice che:
“Non possiamo addebitare la responsabilità al nuovo sindaco o ai suoi collaboratori”.
Eppure, presidente, si può addebitare al sindaco la responsabilità di aver fornito una scadenza – critica per noi napoletani – che non ha rispettato; questo, presidente, proprio in virtù delle sue capacità di pianificare e rispettare le scadenze, dovrebbe saperlo molto meglio di me.

De Magistris ha sbagliato nel fornire un termine sballato, al riguardo non c’è molto altro da aggiungere. Ciò che preoccupa è che non si legge alcuna ammissione di “colpa” da parte del sindaco: non è su queste basi che si fonda un patto onesto con i cittadini.

em.il.

Libero against De Magistris

Leggere gli articoli di Libero e del Giornale è una buona palestra per imparare a non sconcertarsi di fronte alla propaganda più meschina, indifferente alle necessità della persona e fatta per tentare di imporre subdolamente idee a una massa umana indistinta.

L’ultima baggianata (articolo?) letta appartiene a Peppe Rinaldi.

Nel primo paragrafo del suo testo leggiamo “da 5 sono diventati già 3 i giorni entro i quali «Napoli sarà ripulita dalla spazzatura»”, mentre nel terzo e ultimo “nessuno pretende risolva tutto in un battibaleno: nessuno tranne lui stesso e a meno di 48 ore dalla scadenza che si è auto-assegnato per pulire Napoli”. Un giorno è composto da 24 ore e 24 moltiplicato per 3 non mi pare faccia 48; dunque, caro Rinaldi, i giorni rimasti a De Magistris sono due o
tre?

In attesa di eventuale risposta, passiamo dalla confusione algebrica del giornalista alle sue critiche qualunquiste. Con il solo fine di criticare il sindaco di Napoli, il nostro Rinaldi tira in ballo l’inchiesta Poseidon. Cosa potremmo sapere dell’inchiesta se ci informassimo un po’ al riguardo?

(…) Poseidone. L’inchiesta Poseidone, dal nome del dio greco delle acque, risale al maggio 2005. Fu avviata sul sospetto di un presunto illecito uso di 200 milioni di euro affidati dall’unione europea all’Italia per risolvere il problema della depurazione delle acque in Calabria. Partendo da un relazione della Corte dei Conti sull’inquinamento delle coste e la gestione degli impianti di depurazione nei comuni della fascia tirrenica, l’ex pm indagò dodici persone, tra cui il potente politico locale di An Domenico Basile, assessore uscente all’Ambiente; l’ex presidente “azzurro” della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti; Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc; il senatore di FI Pittelli; il generale della Guardia di Finanza Lombardo.

Il fascicolo fu poi revocato a De Magistris e affidato ad altro magistrato che chiese l’archiviazione per Cesa, il senatore Pittelli, e il generale Lombardo.

http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/de-magistris/tre-indagini/tre-indagini.html

Una conclusione quantomeno inquietante, un fatto che richiederebbe approfondimento seri e analisi che a Libero non sembrano interessare. Il quotidiano preferisce, al contrario, dar voce a chi afferma: “Le ultime ore sono la copia carbone di quel che a ciclo alterno è successo negli ultimi 17 anni: roghi, incendi, cassonetti rovesciati, scontri”.

Queste ore sarebbero uguali a quelle degli ultimi 17 anni? Queste “ore”, in cui la delibera del 16 giugno, riportata dall’agenzia ASCA, porterà la “raccolta ‘porta a porta’ per 325mila napoletani in cinque quartieri (oltre i
due dove è già attuata da tempo) nell’arco di 90 giorni”?

http://www.asca.it/news-RIFIUTI_NAPOLI__SINDACO_ANNUNCIA_PORTA_A_PORTA_PER_325MILA_IN_90_GIORNI-1027000-ORA-.html

Evidentemente, non conta ciò che l’ex-magistrato sta facendo. Al contrario, pare che, per qualche astruso motivo, lo scontro istituzionale tra il presidente della Provincia e il sindaco di Caivano debba in qualche maniera essere attribuito all’operato del neo-sindaco di Napoli. Come si giunga a suggerire tali conclusioni non si sa; è probabile che lo scopo fosse semplicemente fare un po’ di confusione, aggiungendo un altro pezzo alla collezione “De Magistris si è insediato è due anziane sono state investite da motociclisti”.

In fondo, chi meglio del propagandista può trarre vantaggi dalla propaganda? A costoro non potrà mai interessare che dopo anni è stata assegnata una poltrona senza estenuanti trattative, nello specifico all’insospettabile Raimondo Pasquino, rettore dell’università di Salerno e candidato del Terzo polo, che fungerà da presidente dell’Assemblea.

em.il.

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