Archivi categoria: Non solo ateismo… quello che resta di un ateo.

La scienza ci dice ciò che possiamo sapere, ma ciò che possiamo sapere è poco, e se dimentichiamo quanto non possiamo sapere diventiamo insensibili a molte cose di grandissima importanza. La teologia, d’altra parte, porta alla fede dogmatica, alla convinzione che si sappia ciò che in realtà si ignora, generando così una sorta di insolenza nei riguardi dell’universo. L’incertezza tra la speranza ed il timore è penosa, ma deve essere sopportata se desideriamo vivere senza ricorrere a favole belle e confortanti. Non è bene né dimenticare le domande che la filosofia pone né persuaderci di aver trovato incontrovertibili risposte. Insegnare a vivere senza la certezza e tuttavia senza essere paralizzati dall’esitazione è forse la funzione principale cui la filosofia può ancora assolvere, nel nostro tempo, per chi la studia. B. Russell

Teiera di Russell

Se io sostenessi che tra la Terra e Marte ci fosse una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi purché io avessi la cura di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata persino dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che, giacché la mia asserzione non può essere smentita, dubitarne sarebbe un’intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe giustamente che stia dicendo fesserie. Se però l’esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità e instillata nelle menti dei bambini a scuola, l’esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all’attenzione dello psichiatra in un’età illuminata o dell’Inquisitore in un tempo antecedente.

Estratto dall’articolo “Is There a God?” di Bertrand Russell

Il tacchino induttivista

«Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell’allevamento dove era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole. Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni le più disparate. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un’inferenza induttiva come questa: “Mi danno il cibo alle 9 del mattino”. Purtroppo, però, questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato.»

^ Bertrand Russell, cit. in A. F. Chalmers, Che cos’è questa scienza?, trad. it., Mondadori, Milano 1979, p.24

L’Astronomo e il dilettante si incontrano su un forum

Dilettante: La luna è fatta di formaggio gorgonzola.
Astronomo: Niente affatto, è composta (a parte l’ossigeno) di silicio, alluminio, calcio, magnesio e ferro.
Dilettante: Trovami una una citazione che dica che non è fatta di gorgonzola.
Astronomo: Ecco qua una tabella che ho appena trovato tra i miei files e che dà la sua composizione.
Dilettante: Come fai a sapere che è proprio quella? Per me è uno schema con la composizione di Plutone.
Astronomo: Proviene da un congresso cui ho partecipato di persona, a parte il fatto che io lavoro proprio in questo campo, e saprò bene che razza di schema è questo.
Dilettante: Le tue opinioni sono parziali, fuori luogo e probabilmente errate. Io continuo a sostenere che è di Plutone.

Astronomo: OK, ecco qui una e-mail della persona che ha creato la tabella, che dice che si riferisce proprio a quello che dicevo io.
Dilettante: Ma dice anche che si tratta della composizione delle rocce nel luogo in cui è atterrato l’Apollo 12. Io dico che il resto della luna è fatto di gorgonzola. Trovami una citazione che dica che non è fatta di gorgonzola.
Astronomo: OK, eccoti un articolo di Tizio, Caio e Sempronio che dice di che cosa è fatta la superficie lunare nel suo complesso.
Dilettante: Ma non dice che non è fatta di gorgonzola. Quindi ho ragione io: è fatta di gorgonzola.
Astronomo: Ma questi tizi sono i massimi esperti riguardo alla composizione della luna e dicono che è fatta di qualcos’altro.
Dilettante: Chi dice che sono degli esperti? È fatta di gorgonzola.
Astronomo: Ho lavorato anch’io con loro per determinare la composizione lunare e so bene che sono degli esperti.
Dilettante: Le tue opinioni non contano. Per favore, fornisci una citazione che dimostri che non è fatta di gorgonzola.

Astronomo: OK, dopo aver perso un sacco di tempo, eccoti qua un articolo di Tizio e Caio che dicono proprio che la luna non è fatta di gorgonzola.
Dilettante: Ma quell’articolo si intitola “Tutto quello che avreste voluto sapere sulla luna ma che non avete mai osato chiedere”. È chiaramente uno scherzo, privo di valore come citazione. Ti prego di fornire una citazione che dimostri che non è fatta di gorgonzola.
Astronomo: Senti, il titolo è scherzoso, ma il contenuto è chiaramente serio; ero presente quando hanno presentato il lavoro ad un convegno, e non è uno scherzo.
Dilettante: Non ti credo. Sei pregato di fornire una citazione che dimostri che non è fatta di gorgonzola.

Astronomo: OK, dopo avere buttato via un bel po’ del mio tempo frugando tra tutti i documenti possibili per trovare una citazione che dimostri quello che chiunque abbia un minimo di raziocinio già sa, ecco qua un vecchio articolo di Tizio e Caio che stabilisce con sicurezza che la luna non è fatta di gorgonzola.
Dilettante: Già, è vero. Infatti la luna è fatta di emmental.
Astronomo: Niente affatto. Come ho già detto, è fatta (a parte l’ossigeno) di silicio, alluminio, calcio, magnesio e ferro.
Dilettante: Trovami una citazione che dica che non è fatta di emmental.

tratto da: http://en.wikipedia.org/wiki/User:Jnc/AstronomerAmateur

Ignorance is bliss

A volte mi guardo intorno e mi chiedo se in tutto questo affannarsi non si sia un po’ come gli addetti alle pulizie, che il 10 settembre 2001 toglievano la polvere dai mobili delle Torri Gemelle.

Ignorance is bliss.

em.il.

Tipi di atei?

Leggevo ultimamente pareri alquanto bizzarri, come quello che segue: “odio un sacco di categorie, tra cui gli omofobi, i fascisti, i prepotenti ed i mafiosi. Perché dovrei esser tacciato di immaturità se questo odio lo estendessi anche alla specifica categoria delle religioni?”

Non avendo nessuna intenzione di tacciare di immaturità chi scrive cose del genere, non posso fare a meno di notare l’immaturità dello scrivente dal punto di vista intellettuale e dialettico.

Dialettico perché evidentemente non si rende conto di effettuare un salto logico assolutamente fuori luogo, odiare una determinata categoria non impone che odiare tutte le categorie abbia il medesimo valore. Intellettuale perché evidentemente, non si rende conto (i) della differenza tra un cluster di persone e uno di forme di culto e (ii) della profonda differenza tra mafiosi e credenti (tanto per paragonare categorie che può avere un senso paragonare e non mettere sullo stesso piano un trattore e il romanticismo – che tra l’altro suonerebbe anche meno incongruo del suo paragone).

Non c’è bisogno di connotare l’odio generico verso le religioni di superficialità, esso risulta tanto superficiale quanto gli altri odi religiosi. Si pretende, evidentemente, che la propria idea sia l’unica verità assoluta, pertanto l’idea che non ci si adegua è fatta oggetto di odio che si ritiene anche giustificato.

Certo, ognuno ha delle proprie certezze nella vita e ritiene in quegli ambiti delle idee diverse dalla propria oggetto di giusta contrapposizione. Non nascondo, infatti, di provare ribrezzo verso l’ideologia nazista e quella razzista. Tuttavia, credo di poter supportare decisamente meglio questo odio di quanto possa fare chi fa affermazioni come quella di cui sopra.

Infatti, se si escludono fatti contingenti alle religioni e non parti del nucleo delle medesime (i.e. l’8 per mille o i preti pedofili) l’unico elemento che rimane a queste persone è la presunta irrazionalità del credo religioso. La cosa divertente è che se messi di fronte a una seria analisi filosofica della natura e del divino di norma soggetti come questi non riescono a trovare altre risposte che l’insulto personale o la ripetizione di mantra di cui gli sfugge il vero senso.

L’odio verso la religione non è affatto un punto di approdo necessario del pensiero razionale (lo può essere di un certo razionalismo immaturo), anzi.

em.il.

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