Tipi di atei?

Leggevo ultimamente pareri alquanto bizzarri, come quello che segue: “odio un sacco di categorie, tra cui gli omofobi, i fascisti, i prepotenti ed i mafiosi. Perché dovrei esser tacciato di immaturità se questo odio lo estendessi anche alla specifica categoria delle religioni?”

Non avendo nessuna intenzione di tacciare di immaturità chi scrive cose del genere, non posso fare a meno di notare l’immaturità dello scrivente dal punto di vista intellettuale e dialettico.

Dialettico perché evidentemente non si rende conto di effettuare un salto logico assolutamente fuori luogo, odiare una determinata categoria non impone che odiare tutte le categorie abbia il medesimo valore. Intellettuale perché evidentemente, non si rende conto (i) della differenza tra un cluster di persone e uno di forme di culto e (ii) della profonda differenza tra mafiosi e credenti (tanto per paragonare categorie che può avere un senso paragonare e non mettere sullo stesso piano un trattore e il romanticismo – che tra l’altro suonerebbe anche meno incongruo del suo paragone).

Non c’è bisogno di connotare l’odio generico verso le religioni di superficialità, esso risulta tanto superficiale quanto gli altri odi religiosi. Si pretende, evidentemente, che la propria idea sia l’unica verità assoluta, pertanto l’idea che non ci si adegua è fatta oggetto di odio che si ritiene anche giustificato.

Certo, ognuno ha delle proprie certezze nella vita e ritiene in quegli ambiti delle idee diverse dalla propria oggetto di giusta contrapposizione. Non nascondo, infatti, di provare ribrezzo verso l’ideologia nazista e quella razzista. Tuttavia, credo di poter supportare decisamente meglio questo odio di quanto possa fare chi fa affermazioni come quella di cui sopra.

Infatti, se si escludono fatti contingenti alle religioni e non parti del nucleo delle medesime (i.e. l’8 per mille o i preti pedofili) l’unico elemento che rimane a queste persone è la presunta irrazionalità del credo religioso. La cosa divertente è che se messi di fronte a una seria analisi filosofica della natura e del divino di norma soggetti come questi non riescono a trovare altre risposte che l’insulto personale o la ripetizione di mantra di cui gli sfugge il vero senso.

L’odio verso la religione non è affatto un punto di approdo necessario del pensiero razionale (lo può essere di un certo razionalismo immaturo), anzi.

em.il.

Pubblicato il 14 agosto 2013 su Non solo ateismo... quello che resta di un ateo.. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Tutte queste pantagruelate solo per ostentare la tua presunta superiorità a religiosi ed atei “di scarso livello”?

    Quante patate si potrebbero raccogliere con quei due omeri.

    • Caro commentatore,

      ti ringrazio per aver dedicato qualche secondo a quanto da me scritto e per aver anche trovato il tempo per rispondere.

      Devo dirti, tuttavia, che dalla tua risposta si evince una certe mancanza di attenzione nella lettura, quindi ti inviterei, qualora davvero ti interessasse quanto da me scritto, a rileggerlo con calma, per capire perché la tua risposta non ha senso.

      Con simpatia

      em.il.

      PS carino anche se fuori luogo e del tutto insensato, visto il contesto, il neologismo “pantagruelate”.

  2. Caro em.il.,
    trovo particolarmente interessante ciò che lei ha scritto. Vorrei aggiungere alle sue riflessioni, una mia personale circa l’immaturità dello scrivente. Innanzitutto mi trova pienamente d’accordo con lei sull’incoerenza dialettica ed intellettuale di quella affermazione, ma, secondo il mio parere, dire “odio le religioni” è un concetto difficile da comprendere, perché in realtà è l’accostamento del verbo “odiare” alla parola “religioni” ad essere insolito. Premetto che, personalmente, ancora non sono riuscita, negli anni, ad orientarmi in maniera decisa verso una religione o un’altra, o verso una “non religione” (e questo intendo sottolinearlo per far capire come io non voglia criticare o meno una religione o un modo di pensare rispetto ad un altro). Quello che mi sembra strano, improbabile, in ciò che sia stato detto, non è l’immaturità dello scrivente da un punto intellettuale e dialettico, quanto ,la frase in se; insomma, mi sembra difficile che qualcuno possa ODIARE una religione, a meno di qualche estremista, con il quale il confronto è sicuramente inutile. Si potrebbe, senz’altro, non condividere, non essere d’accordo, criticare , ma odiare proprio no. Ho ricercato la definizione di Religione, ed è stata definita come “Insieme di credenze e di manifestazioni con cui l’uomo riconosce l’esistenza del soprannaturale”. Mi dica lei, dunque, come si può odiare una credenza! Il termine mi sembra davvero esagerato in merito alle religioni. Detto ciò, la invito a riflettere innanzitutto sull’immaturità….beh diciamo “lessicale” della frase, prima di ogni altra cosa. Mi piacerebbe conoscere un suo parere al riguardo.

    Un saluto

    Soph.

    • Credo che per capire quella frase si debba capire i sentimenti della persona che l’ha pronunciata. Alla fine, è probabile che più che altro odi per qualche motivo quelli che sono, secondo lui, gli effetti della religione sulle menti.
      Spesso, le persone che scrivono in internet sembrano allontanarsi dalla realtà, spingendosi ad affermazioni che contrastano del tutto il buon senso.
      Io credo che si possa odiare una credenza, ad esempio io odiare di trovarmi di fronte a questa credenza:

      🙂
      A parte gli scherzi, si possono odiare le credenze, non in quanto tali (qualunque credenza non esiste in sé, ma in quanto fenomeno dell’umana ragione) ma nelle manifestazioni personali cui sono correlate.
      Lo specifico odio per le religioni, tuttavia, rimane una posizione di un determinato ateismo che trovo sicuramente immaturo o eccessivamente emotivo (il che lo sposta dal campo di un’idea razionale a quello di desiderio di rivalsa e, difatti, in molti casi tale tipo di ateismo si fonda su mantra che vengono dai vari Dawkins od Odifreddi e non su un adeguato percorso della ragione). Insomma, ci si trova di fronte a persone che difendono il razionalismo e lo scientismo a spada tratta, perdendo di vista ciò che sono realmente ragione e scienza.
      Saluti
      em.il.

      • Mi ha fatto sorridere molto con quel link! 😉 Molto simpatico!
        Bisognerebbe comprendere i sentimenti di chi l’ha pronunciata, è vero, ma personalmente credo he ci sia qualcosa di estremo in quella frase, tanto estremo che la stessa persona non capirebbe mai una frase del tipo “odio tutte le forme di NON rligione – se così si può dire”. Eppure a questo punto ci starebbe benissimo una risposta del genere da parte di chi crede. Tuttavia sembra così strano: normalmente chi crede si rifiuta assolutamente di condividere,comprendere o addirittura di ascoltare il pensiero di chi non crede, quasi “odia” tale posizione. E invece qui troviamo una fenomeno del tutto opposto: ci si aspetta che chi crede sia più aperto al ragionamento, propenso ad ascoltare il pensiero altrui, ed invece, diversamente da come si pensa in genere, è lui -il non credente- ad essere estremo.
        Beh che dire. ..mah!

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