L’impiegato – Casa dolce casa!

Segue da: https://martinedentree.wordpress.com/2013/04/25/impiegatto/

“Tesoro!” mi fa la mia dolce donzella dalla riccia chioma salutandomi “Sei arrivato finalmente! Non hai idea di che m’è capitato oggi! Perché capitano tutte a me?”

Magari perché sei sbadata… ma forse non è il modo migliore per iniziare la serata, soprattutto visto che per questa serata sono uscito mezzora prima da lavoro e mi son fatto due ore e mezza di macchina per arrivare. Imbottito di politically correct le dico: “Boh! Chi lo sa! Che t’è successo?”

“Ero in tangenziale, no?”

No cosa?

“E mi sono fermata al casello, no?”

Se non lo sai te…

“Ho inserito la carta tre volte e me l’ha risputata fuori! Alla fine, mi è uscito un tagliandino da pagare”.

E io che pensavo chissà cosa! “Non ti preoccupare, è capitato pure a me”.

“Ah e io che stavo in pensiero… Che scema… Senti, visto che l’hai già fatto, me lo pagheresti tu?”

“Amore, ma quando te lo pago e dove? Lo sai che sono sempre in quel postaccio”.

“Beh, che ci vuole, in un Punto Blu, no?”

“Ma non so se passo per qualche Punto Blu aperto”. La voce sembra partire dalla mia bocca, ma in realtà è espressione dei miei coglioni che hanno iniziato a volteggiare e non hanno intenzione di perder tempo al mattino.

“Ma puoi provare a vedere… Eddai, fammela sta cortesia, non ti costa nulla” mi dicono gli occhi da cerbiatto.

“Ma io vado a lavoro alle 5: chi trovo al Punto Blu a quell’ora?” La domanda è posta ora dal mio fegato che si sta ingrossando, non felice di pensare al mattino successivo.

Il suo musetto si imbroncia pur rimanendo grazioso. “I Punti Blu sono aperti 24 ore su 24 e sono ovunque!” Sbuffa. “Comunque, se non hai voglia di fare una cosa dillo, no?”

Si ferma a pensare per un secondo, poi riprende. “A proposito, hai riparato la persiana?”

“A proposito di cosa?” Chiedo a me stesso. Tuttavia, conscio della mia indiscussa colpevolezza, rispondo altro. “A me sembra che vada benissimo, la alzo e la abbasso senza problemi”.

“Guarda che non va bene, spesso si blocca”.

“Macché, devi solo alzarla delicatamente e vedi che non si blocca”. Spero che la balla mi faccia evitare l’acceso confronto.

“E perché, allora, l’hai lasciata a mezz’altezza?”

Cazzo, ho lasciato una traccia! Allora è vero che non esiste l’omicidio perfetto. “Per non fare entrare gli insetti”. La mia furbizia da quattro denari cerca una via di fuga disperata. “Comunque, ora devo andare a vedere perché non va l’antenna”.

“Ok, io alzo la persiana, che tanto con la zanzariera chiusa non entrano gli insetti”.

“Aspe…” dico dal balcone, ma niente.

BATABAM!

Rimango chiuso fuori con la persiana crollata al suolo.

E con fuori intendo all’esterno e esposto alle peggiori intemperie, perché anche in estate il tempo se ti può inculare lo fa.

Un vento della madonna!
Un freddo cane! Ma non un cane qualsiasi, un segugio beato e vergine!

Peggio di così non potrà andare, diceva qualcuno prima che un fulmine avesse sfiorato la casa e fosse iniziata la pioggia.
Ma che dico pioggia? Il diluvio universale!
Chiamate Noè, fatemi portare un’arca!
Anche un salvagente andrebbe bene o un ombrello.
Il mio regno per qualcosa con cui coprirmi e non morire annegato!

“Calmati” penso. Sono un uomo, no? Gli uomini hanno sempre la soluzione migliore! Noi maschi siamo progettati per risolvere problemi.
“Amore, dammi una mano. Prendi la cinghia della persiana, io provo ad alzarla”.

“Ok, amore, ma fai attenzione alla schiena.” Mi dice il gufo ricciolo dall’altra parte.

“E che attenzione? Vuoi vedere che non riesco ad alzare una persiana? Io alzo 80 chili in panca!” le risponde il mio fisico pompato.

“Sì, ma non ti stava dando fastidio la schiena? Non parlavi di artrosi?” Il gufo s’è trasformato nell’antipatico grillo parlante.

“Dài! Non rompere! Ce la faccio. Tu pensa a tirare! Pronta?”

“Sì, ma…”

“Niente ma. Tu tira. Pronti, uuuno, duuue e treee!!!”

STRAP!
Cazz porc putt!
Lo strappo alla schiena!
Seguito dall’odioso compagno di viaggi “te l’avevo detto!”
Poi: “Ma ti sei fatto molto male?”

“No, che male, non ti preoccupare…” Oddio, ammazzatemi, non posso sopportare questo dolore!

Rumore di passi dall’altra parte. Si allontana senza dire niente. Poi la sento tornare.

“Tesoro, ho preso una scopa, ora la infilo sotto, faccio leva e alzo la persiana. Tu infilati”.

“Ok!” Ohi, ohi, ohi…

La persiana si alza di diverse decine di centimetri e io come un Rambo infortunato striscio nell’acqua per raggiungere la meta.

Sono dentro con già metà del mio corpo.

Mi sento ingiustificatamente in salvo, quando…
STRACK, si rompe la mazza della scopa e BAM! Nell’attimo in cui percepisco la rottura mi cade la persiana sulla schiena dolorante.
Il gufo grillo parlante riccioluto ha colpito!

————————–

SMS dal letto: Ciao, mi è caduta una persiana sulla schiena, domani non posso essere in ufficio, mando il certificato medico appena riesco a muovermi.
SMS risposta: Ho parlato con il personale, dicono che lo devi mandare stamattina.
“mantieni la calma” SMS mio: Non riesco a muovermi, sono bloccato a letto. Sentito il medico, ha detto che devo stare 1 mese a casa, ho detto di farmi un cert. di 5 gg al max che ho pratiche urgenti da evadere.
SMS risposta: Mi spiace. Il personale ha detto così.
SMS risolutivo: Ok, allora per oggi prendo un giorno di ferie.
SMS risposta: Deve essere autorizzato e non so se posso autorizzarlo il giorno stesso.
SMS sarcastico: Hai provato a chiedere al personale?
SMS risposta: Ok, ho appena parlato con il personale e mi hanno detto che posso autorizzarle io.
Final SMS: Ok, grazie. Il medico è venuta qua, m’ha dato un mese di riposo totale, ci vediamo tra 30 gg SE TUTTO VA BENE. Ora ti mando il cert., non c’è bisogno di ferie.
Driiin! Driiin! Driiin!

Sarà il mio manager, Simpatia? No. Mi chiama il mio amore: “Amore, senti, volevo chiederti, visto che sei a casa, potresti vedere a che ora e dove sono aperti i Punti Blu? Mi sa che mi prenderò un giorno di ferie per fare questo servizio, che scocciatura che è!”

em.il.

Pubblicato il 27 aprile 2013 su I racconti dell'impiegato. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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