L’impiegato e il gatto

Segue da: https://martinedentree.wordpress.com/2013/04/24/limpiegato-vs-platinette/

Mao, mao, maaaooo… chi è che rompe i coglioni?
Un gatto sulla mia porta?! Non gli hanno detto che io i gatti li odio?!?!?!
Proprio da me doveva venire… vuoi vedere che ha pure fame? Che dovrei fare ora? Mica sono una bestia?
Gli do un po’ della pizza che mi è avanzata ieri, che tanto non so che farmene.
Eccome se il bastardello ha fame!
Mi sento, però, un po’ in colpa (anche se nessun gatto merita il mio senso di colpa), non é che la pizza gli avrà fatto venir sete? Non posso mica fare danni e non rimediare?
Che faccio, gli metto un po’ di latte in una ciotola?
No, meglio di no, è grande, il latte non è adatto: gli metto un po’ d’acqua.

Stregatto

Ok, il mio l’ho fatto, ora posso mettermi a giocare a Playstation.
Lascio la porta la aperta, così passa un po’ d’aria, tanto sono in un residence di montagna: chi vuoi che mi rompa le palle?
Il gatto si affaccia alla soglia. “Che minchia vuoi? Già ti ho dato da mangiare!”
Rimane lì a fissarmi. “Io c’ho da fare, devo uccidere un botto di stregoni in queste caverne dove non si vede un cazzo (mai viste caverne peggiori di quelle di Skyrim). Evita di stare lì a fissarmi! Mi distrai! Fai quello che ti pare, ma assolutamente non mi distrarre!”
Con la coda dell’occhio, lo vedo entrare gatton gattoni… vabbé, tanto son solo e la casa è grande. “Puoi anche entrare, basta che non rompi niente”.
Con passo felino salta sulla sedia accanto a me.
Fin qui nulla di male, penso, come l’uomo buttatosi dal grattacielo e giunto al ventesimo piano.
Ciò che non doveva accadere accade. Dalla sedia mi salta sulle gambe, mentre sono in poltrona… e fortuna che il joy-pad è wireless!
Ahia! “Cazzo, gli artigli almeno tienili dentro, che mi fai male, gatto di merda! Io li schifo pure i gatti!” Sembra capire e si accuccia, mentre io gioco.
Stiamo un’altra mezzoretta così, io a giocare e lui a riposare sulle mie gambe. Ogni tanto, quando apre gli occhi, gli do un pezzettino di bresaola che sembra piacergli.

Non so quante ore siano passate. Mi alzo con le gambe irrigidite per mangiare e lui esce, dopo aver girato per tutta la casa, stanza di letto inclusa. Gli metto un po’ di cibo fuori la porta: non si sa mai gli venga fame, mica voglio tenerlo sulla coscienza?

Sembra tutto andato liscio stasera.

3:00 AM
Mi alzo e vado in bagno, la faccia mi prude come se un milione di zanzare mi avessero morso. Mi guardo allo specchio, ho il sangue iniettato di occhi, che sono due cose gonfie come una pancia piena di Coca Cola.
Sciacquata di faccia, antistaminici a gogò e scopa in mano, a pulire tutta casa.

Finito di pulire, passata pure l’Amuchina. Sono le quattro, circa.
Mi metto a letto, ma gli occhi non mi si chiudono, ho paura che mi venga un altro attacco.

9:00 AM
Vado dal tabaccaio per fare una ricarica della poste pay. Davanti a me due signore, che chiedono delle pile.
“Che tipo di pile?” chiede la tabaccaia.
“Quelle per la mia sveglia” risponde la signora, col tono di chi dice marca, modello e codice del prodotto univoco.
“Eh, ma le sveglie possono avere diverse batterie” spiega la tizia al banco.
“Sono le stesse che ho preso quando ho comprato la sveglia” replica l’altra, anche un po’ scocciata per il fatto che la tabaccaia non capisca. Aggiunge “le ho prese pure qua, l’altra volta”.
La tabaccaia spiega che non si ricorda neanche cosa ha mangiato il giorno prima per pranzo…
Le due parti si trovano in un’impasse e io devo andare a lavoro: sono già in ritardo! Mi rendo conto che per risolvere questa situazione ci vuole un barbatrucco. “Signora” intervengo “scusatemi, ma quando è grande la vostra sveglia?”
La signora mi mostra la dimensione con le mani. Io non ci faccio neanche caso, tanto la risposta l’avevo già pronta: “Allora, dovete prendere sicuramente le batterie alcaline AA, che poi se non vanno bene lo vedete appena aprite la sveglia. Fate vedere tutto a vostro figlio, che se non vanno bene le riportate e la signora ve le cambia, vero signora?”
“Sì, certo” fa la tabaccaia.
“Grazie mille, giuvinò”.
“Ma figuratevi”… basta che ti togli dai coglioni, tu e queste batterie di merda!
Metto i soldi per le vacanze sulla poste pay e vado in ufficio.

Simpatia vuole sapere cosa mi è successo e perché ho gli occhi gonfi. Io le dico che ho fatto entrare un gatto in casa e ho scoperto di essere allergico. Lei mi guarda come se le avessi detto “guarda, stavo costruendo una bomba atomica e tenevo il tritolo vicino ai fornelli”.
Che, poi, io i gatti li odio…

em.il.

Pubblicato il 25 aprile 2013, in I racconti dell'impiegato con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

SyncRonyA

Benvenuto nel mondo del fantastico, ti aspettano film, serie TV, libri e qualche dritta per gli scrittori

tiropoderoso

In fase di lavorazione...sempre e comunque

Io, ateo

La fede solleva delle montagne; sì: delle montagne d’assurdità. (André Gide)

A Magical Place

Cinema, Serie TV, Fumetti, ed altro...

Il Trono di Spade

L'inverno sta arrivando.

librolandia

Con il nostro pensiero, noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda.

brrrainblog

Così è, se vi pare.

Not A Blog

Così è, se vi pare.

Il Disinformatico

Così è, se vi pare.

Haramlik

Così è, se vi pare.

Fuffologia

Fuffari e creduloni: se li conosci non ti uccidono

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: