L’impiegato vs. Platinette

Segue da: https://martinedentree.wordpress.com/2013/04/22/limpiegato-e-il-multiculturalismo/

La morte, la maligna signora di nero vestita chiamata anche lunedì mattina.

L’Italia ha vinto ieri, ma seguirla mi è costato due ore di sonno e, quando ti devi svegliare alle cinque, due ore son mica roba da poco!
L’Italia ha vinto, dicevo, ed io ho i decimi di febbre. É strano visto il tempo: magari sarà proprio colpa delle alte temperature fuori stagione?
L’Italia ha vinto, ed è la terza volta che lo dico, ma io devo lavorare lo stesso. Per questo sono qui, stamattina.

“Meno male che c’era il Trio Medusa a tenermi compagnia su radio Deejay, altrimenti non so se sarei arrivato: sai quanti bei burroni ci sono per strada?”

“Anche tu ascolti radio Deejay?” mi chiede il veterano. Poi, senza attendere risposta, aggiunge: “Anch’io. E’ l’unica radio che fa musica veramente decente. Poi il direttore è Linus, uno che fa musica da una vita e che ne capisce davvero, non come quel deficiente di Ringo”.

Il cervello mi fornisce un messaggio di errore con testo verde su sfondo nero: “TROPPI INPUT, BLOCCARE L’AGGRESSIONE INFORMATIVA”.

“Guarda, io sento solo la trasmissione del Trio” gli dico “non sono un aficionado. L’unica altra cosa che sento su Deejay è quella di Nikki”.

“Sì, certo, anch’io sento Tropical Pizza. Poi hanno tantissima gente in gamba, ad esempio c’è Platinette”.

Platinette? Il grassone populista che dice solo cose scontate? “Mah, a me Platinette mica piace”.

“Seeeehhhh, ti capisco. Anche a me ha dato la stessa impressione all’inizio, ma poi se lo ascolti vedi che è uno che ne capisce”. Mi dice con l’aria di chi ne sa.

“Ma guarda che io lo ascolto, quando lo sento (non troppo spesso per fortuna)”.

“Ma nooo, lo so! Da fastidio pure a me il fatto che si traveste e quella voce strana che fa. Però, se non pensi a queste cose, vedi che è uno preparato” cerca di farmi capire, come se stesse tentando di lavare la testa ad un mulo.
Platinette

“Eh, ho capito, ma io dico proprio che non sono quasi mai d’accordo con quello che dice”.

“Sì, ma perché ti fai prendere dall’aspetto. Anche a me ‘sti ricchioni e ‘sti travestiti danno fastidio, ma devi sentire quello che dice”.

“Ma a me non dà fastidio per come si concia! Solo non sono d’accordo con quello che dice”. Inizio a pensare che sia più facile far passare un coniglio per la tuba di un mago scarso, che fargli capire quello che sto dicendo.

“Seh, vabbè…” mi fa l’occhiolino “ti ho detto che ti capisco, anche a me dava fastidio all’inizio per come si conciava, però devi ascoltarlo bene prima di giudicare”.

“Ok, io vado a prendere un caffè”. Chiudo il dialogo fra sordi, ormai privo di speranza, scoraggiato, sconfortato, sconsolato e disperato.

Mi faccio aprire il cancelletto dalla guardia e vado al bar di fronte, convinto che ci vogliano al massimo un paio di minuti: di solito la folla si fa verso le nove, mentre ora sono ancora le otto e un quarto.

Appena entro mi rendo conto che mi sbagliavo: una decina di buzzurri in protesta perché non li facciamo lavorare mi precede. Solo per la fila ci vogliono dieci minuti, passati nell’ansia che qualcuno di questi mi riconosca o voglia fare questioni. Per fortuna gli indignados de noartri non sembrano ancora aver timbrato il cartellino della protesta, dunque non mi rompono le scatole.

Finiti i dieci minuti, arriva il turno di quello avanti a me, ci metterà un secondo, no?

No.

“Signora, com’è il cornetto integrale al miele?”

“E’ integrale, con il miele dentro” risponde la tizia incamiciata in nero e con lo sguardo torvo.

“Ah” fa, come se la risposta o la domanda avessero avuto un senso “e quello alla Nutella, ha proprio la Nutella dentro?”

“Sì”. La tizia è sempre più torva.

“Ho capito” dice l’aquila “allora io prendo una graffa e un latte macchiato, con poco caffè e senza zucchero. A proposito, avete il dolcificante?”

“Sì”. Sbuffa evidentemente.

“Ah, ma tanto io lo prendo con lo zucchero di canna”.

Per un attimo, un solo attimo, ci guardiamo negli occhi, io e la cassiera, e raggiungiamo quel momento di profonda intimità che consiste in un pensiero condiviso. L’attimo passa, io ordino e poi prendo il mio latte macchiato con relativo cornetto a cioccolata. Poi torno in ufficio, mentre l’aquila è alle prese con la barista, che gli ha messo troppo caffè.

Mi siedo.

Control, alt e canc + password sbloccano il PC e vedo il Communicator lampeggiare; Sfrucugliator mi scrive “Bene, bene… ho saputo che sei pure omofobo!”

em.il.

Continua qui:https://martinedentree.wordpress.com/2013/04/25/impiegatto/

Pubblicato il 24 aprile 2013 su I racconti dell'impiegato. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

SyncRonyA

Benvenuto nel mondo del fantastico, ti aspettano film, serie TV, libri e qualche dritta per gli scrittori

tiropoderoso

In fase di lavorazione...sempre e comunque

Io, ateo

La fede solleva delle montagne; sì: delle montagne d’assurdità. (André Gide)

A Magical Place

Cinema, Serie TV, Fumetti, ed altro...

Il Trono di Spade

L'inverno sta arrivando.

librolandia

Con il nostro pensiero, noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda.

brrrainblog

Così è, se vi pare.

Not A Blog

Così è, se vi pare.

Il Disinformatico

Così è, se vi pare.

Haramlik

Così è, se vi pare.

Fuffologia

Fuffari e creduloni: se li conosci non ti uccidono

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: