L’impiegato e il marocchino

Segue da: https://martinedentree.wordpress.com/2013/04/04/limpiegato-al-pub/

Non gli è passata ancora, glielo avevo detto di non bere tanto. Me lo sono sorbito russante per tutta la tratta Brescia – Milano e ora, atterrati a Napoli, devo guidare io, perché lui ha sonno e un mal di testa cane: io odio guidare a Napoli, specie quando torno da Milano e mi disabituo.

Motorini che mi passano da tutti i lati, incroci bloccati a croce uncinata, africani che attentano al mio vetro, zingari che chiedono soldi, senza neanche vendermi i fazzolettini che i neri hanno la decenza di proporre con un sorriso.

Io odio guidare a Napoli e non sopporto neanche questo marocchino! Da dove sarà spuntato?

Di solito, ho il tempo di attivare il tergicristalli per non farmi lavare il vetro, ma questo mi ha fregato a tradimento! Come Flash, è spuntato dal nulla e da dietro si è infilato.

In un napoletano atipico e poco credibile per gli altri napoletani, gli urlo abbassando il finestrino (No, fratello, non ho moneta spicciola). Faccio gesti scomposti, ma lui lo sa che mi ha incastrato: se lasci che facciano qualcosa per te, diventa difficile dire di no… lo sanno bene gli africani, gli ambulanti e i maestri del marketing (la differenza tra queste categorie è che i primi lavorano sorridendo per mangiare, mentre gli ultimi vivono tristemente per lavorare).

Stavolta, però, al trucco del piacere da ricambiare non ci casco. Questo marocchino mi ha fatto incazzare (chissà perché gli africani chiari mi stanno meno simpatici di quelli scuri). Ora non gli do niente, ho deciso!
Flash l’inculator si avvicina al finestrino di destra, dopo avermi insozzato i vetri. Io gli urlo (Te l’avevo detto che non avevo moneta spicciola), persistendo nel mio napoletano mono-uso, che riservo per parcheggiatori abusivi, extra-comunitari e annessi.

Il marocchino inizia a fare gesti strani. Le sue maledizioni in dialetto africano fanno svegliare Buddy, che apre gli occhi.

L’ho sempre detto che Buddy è un corvaccio porta-sfiga, manco il tempo di aprire gli occhi che succede un patatrac.

Un motorino 50 della minchia prende di striscio il marocchino, ma quel colpo, anche se di striscio, gli ha fatto male.

Sul cinquantino truccato c’è un ragazzino senza casco. Si gira, insulta il lava(insozza)vetri e riparte sfrecciando nel traffico e superando le macchine, alternando in par condicio la destra alla sinistra.

Il semaforo è diventato verde. gli chiede Buddy.

Lo sfigato, con la mano sulla milza, dice .

La mia coscienza (o qualcos’altro che non so) mi mette la mano in tasca, mi frega due euro, si allunga e li mette nella mano del lavavetri, mentre la gente dietro bussa.

Il mio io manda a fanculo la mia coscienza e dopo che questa ha finito la sua opera buona, riparte, mentre il marocchino continua con il suo “Grazie capo, grazie”, che per qualche strano motivo rivolge a Buddy e non a me né alla mia coscienza.

em.il.

Lavavetri atipico

Continua qui: https://martinedentree.wordpress.com/2013/04/20/amici-droga-e-dio/

Pubblicato il 5 aprile 2013 su I racconti dell'impiegato. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

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