Perché non sono vegetariano

Perché non sono vegetariano – risposta alla lettera di un altrui studente.
(la lettera cui rispondo si trova qui: http://organicacademy.wordpress.com/2012/08/22/perche-sono-vegetariano-una-lettera-di-un-nostro-studente/

Non giudico le persone in base alle loro abitudini alimentari, a meno che queste non debbano far sorgere legittimi sospetti, siano ad esempio quelle del Dottor Hannibal Lecter o quelle dei Niam Niam. Non considero i vegetariani né i vegani una setta né una setta bizzarra, anche se molti di questi sembrano avere un atteggiamento settario. Se qualcuno vuole percorrere 30 Km, come lo studente di cui sopra, per prendere una “bistecca di seitan” sono scelte sue, scelte che ritengo poco consapevoli, ma comunque nell’ambito della corretta libertà di azione. Sarebbe, tuttavia, interessante sapere come lo studente percorre quei 30 Km e se ha valutato l’impatto, in termini di consumo delle risorse del pianeta, delle sue scelte.

FAME NEL MONDO – Francamente, non ho mai sentito una sola persona al mondo affermare che il problema della fame del mondo si possa risolvere con la sua adozione a distanza. Ammetto di non conoscere moltissima gente, anche se ne incontro un bel po’, ma leggo abbastanza e neanche tra ciò che leggo ho mai sentito tali affermazioni. Dunque, mi chiedo chi sia la molta gente che secondo lo studente penserebbe “di risolvere il problema della fame nel mondo con un’adozione a distanza, mandando 50 euro e restando felici a casa a cucinare bistecche”. Fin troppo spesso mi capita, in cambio, di leggere opinioni di chi, non essendo in grado di affrontare con la dovuta correttezza le tesi altrui, crea delle idee fantoccio, apponendogli la maschera dell’interlocutore con cui si sta confrontando.
Leggo che il 75% del “cibo animale” indiano viene esportato per nutrire esseri umani e animali (l’autore sembra dimenticare che anche l’essere umano è un animale) europei e statunitensi. Sarebbe, da un lato, necessario ricordare che viviamo in un mondo dove all’export corrisponde l’import, pertanto: quanto cibo animale importa l’India? Dall’altro, mi piacerebbe ricordare dei dati che l’autore sembra ignorare: ogni anno negli USA si butta via il 40% del cibo che giunge in tavola (1), in Italia il dato risulta essere pari al 30% (2) e gli europei sprecano tra case, supermercati, ristoranti e catena di approvvigionamento alimentare fino al 50% del cibo commestibile (3). Come si può ben vedere, semplicemente analizzando un altro aspetto sempre prettamente e direttamente legato alla situazione alimentare mondiale, dare la colpa della fame del mondo al consumo di carne è riduttivo e semplicistico.
Andando ad aggiungere a questo elemento l’attuale sovrappopolazione mondiale, il cui ritmo di crescita non sembra tendere a diminuire (nel 2050 l’India sarà la nazione più popolata del pianeta con 1,7 miliardi di persone, seguita dalla Cina con 1,4 miliardi [4]), e lo sfruttamento dei poveri delle nazioni povere, notiamo come il quadro sia ben più complesso del rapporto tra i Kg di cereali e i Kg di carne.
Poiché lo studente nomina Frances Moore Lappé, mi fa piacere fornire le parole dell’economista: «La mia convinzione risale agli anni Settanta. Avevo vent’anni, ho fatto ricerche nella biblioteca dell’università di Berkeley e ho tirato fuori tanti numeri che dimostravano che di cibo ce n’è più che in abbondanza. Poi ho cominciato a chiedermi dove fosse, invece, la democrazia che potrebbe rendere il cibo disponibile per tutti. […] Preferisco parlare di conflitto tra capitalismo e mercato. Nel Monopoli il gioco termina perché uno si prende tutto e questo accade nella realtà, perché il denaro produce denaro fino a quando si arriva alla concentrazioni immense di ricchezza nelle mani di pochi» (5). In pratica, il problema più che nel consumo di carne sarebbe nella mancanza di democrazia.
Interessante, terminando il paragrafo sulla fame nel mondo, che l’autore vegetariano, consideri le tonnellate di cibo vegetale destinato all’alimentazione di animali che non siano l’uomo come “cibo vegetale sprecato”.

L’ACQUA – A quanto pare, anche il consumo d’acqua sarebbe dovuto all’alimentazione animale, perché, posto che il 70% dell’acqua sarebbe utilizzato nell’agricoltura e i prodotti dell’agricoltura vengono utilizzati per nutrire anche gli animali d’allevamento, il consumo d’acqua è dovuto a chi si nutre di animali d’allevamento. Posti i dati già detti riguardanti lo spreco di cibo, di 425 litri/giorno di acqua potabile pro capite utilizzata negli Stati Uniti, solo due litri sono utilizzati per bere (6). Aggiungerei che la filiera dei cereali risulta una di quelle che consumano maggiore acqua e che il WWF sta conducendo diversi studi per abbattere il consumo di acqua nella catena agroalimentare, da un lato con effettive riduzioni di irrigazione e dall’altro attraverso un utilizzo più saggio dei fertilizzanti (7).

L’IMPATTO AMBIENTALE – Lo studente afferma che l’88% della foresta amazzonica disboscata sia stata disboscata per far posto ad allevamenti di bovini. Io ho dati diversi che dicono che: “oltre il 10% della foresta amazzonica, infatti, è già stato distrutto dal taglio illegale per il commercio di legname, dagli incendi dolosi e dai disboscamenti per far posto a grandi allevamenti, a centrali elettriche o, caso sempre più frequente, a coltivazioni finalizzate a produrre “agrocombustibili” (palma africana, mais, ecc..)” (8). Ovviamente, in basso troverete tutti i riferimenti delle mie fonti, cosa che sembra mancare al testo del vegetariano. Non mi soffermo sull’analisi delle deiezioni dei bovini e del loro impatto sull’effetto serra, altrimenti sarei costretto a chiedere se analisi similari sono state condotte per le deiezioni umane.

LA SALUTE – L’autore dice che il World Cancer Institute raccomanderebbe diete vegetariane. Vediamo un po’ cosa afferma l’American Cancer Society: “Limit intake of processed meats and red meats. Choose fish, poultry, or beans instead of beef, pork, and lamb. When you eat meat, choose lean cuts and eat smaller portions. Prepare meat by baking, broiling, or poaching, rather than by frying or charbroiling”. Guarda un po’, consiglia di limitare l’assunzione di carni rosse e processate, di scegliere pesce, pollame o fagioli in luogo di manzo, maiale e agnello e, se si mangia carne, di scegliere le parti magre e di mangiarne piccole porzioni, ma non si trova assolutamente il consiglio di eliminare l’assunzione di carne animale. Anche cercando sul sito del World Cancer Research Fund il legame tra cancro e carne viene visto quasi esclusivamente con riferimento alla “red and processed meat” (10).

Per concludere, una riduzione dello spreco alimentare e del consumo di carne, con particolare riferimento alla rossa e alle carni processate, pare che possa portare solo buoni risultati. Per fare ciò non è necessario diventare vegetariani né tantomeno vegani. Trasformare la realtà per il vantaggio delle proprie idee derivanti dall’ambito morale, ahimè, è una pessima abitudine, condivisa anche dalle sette e mi viene il dubbio che l’autore venga visto come appartenente a una bizzarra setta per abitudini di questo tipo più che per le sue scelte alimentari.

Il titolo del mio articolo, alla fin fine, ha ben poco a che fare con il contenuto dello stesso, se non perché il contenuto è una risposta a una lettera denominata “perché sono vegetariano”. Il perché io non sia vegetariano merita, evidentemente, altra trattazione. In cambio, se le ragioni per cui lo studente è vegetariano sono quelle incluse nella sua lettera, credo che dovrebbe tornare a riflettere sulle sue scelte di vita.

em.il.

(1) http://www.adnkronos.com/mobile/Sostenibilita/news/Negli-Usa-ogni-anno-il-40-dei-prodotti-alimentari-finisce-nella-spazzatura_3.1.3621552946.php
(2) http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Cibo-gli-italiani-buttano-37-miliardi-ogni-anno-Piu-spreconi-gli-americani_313621045928.html
(3) http://www.europarl.europa.eu/news/it/pressroom/content/20120118IPR35648/html/Il-Parlamento-chiede-misure-urgenti-per-dimezzare-lo-spreco-alimentare-nell’UE
(4) http://www.beppegrillo.it/2009/08/il_pianeta_senz.html?s=n2009-08-12
(5) http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2011/01/28/news/frances-moore-lappe-il-cibo-c-e-quel-che-manca-e-la-democrazia-1.47691
(6) http://www.gebisistemi.it/upload/File/acqua_una_risorsa_da_preservare.pdf
(7) http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=30551&content=1
(8) http://www.ea.fvg.it/index.php?id=402
(9) http://www.cancer.org/Healthy/EatHealthyGetActive/ACSGuidelinesonNutritionPhysicalActivityforCancerPrevention/acs-guidelines-on-nutrition-and-physical-activity-for-cancer-prevention-healthy-diet
(10) http://www.wcrf.org/PDFs/Colorectal-cancer-CUP-report-2010.pdf

Pubblicato il 23 agosto 2012 su Pensieri brevi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Un inciso: l’acqua è un bene NON rilocabile. Qualunque sia la quantità di acqua che io risparmio non UNA SOLA GOCCIA sarà resa disponibile al di fuori del mio bacino idrografico. L’acqua che risparmio nell’Ohio non disseterà i congolesi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

SyncRonyA

Benvenuto nel mondo del fantastico, ti aspettano film, serie TV, libri e qualche dritta per gli scrittori

tiropoderoso

In fase di lavorazione...sempre e comunque

Io, ateo

La fede solleva delle montagne; sì: delle montagne d’assurdità. (André Gide)

A Magical Place

Cinema, Serie TV, Fumetti, ed altro...

Il Trono di Spade

L'inverno sta arrivando.

librolandia

Con il nostro pensiero, noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda.

brrrainblog

Così è, se vi pare.

Not A Blog

Così è, se vi pare.

Il Disinformatico

Così è, se vi pare.

Haramlik

Così è, se vi pare.

Fuffologia

Fuffari e creduloni: se li conosci non ti uccidono

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: