Gennaro e il topo gigante

Lo scopo di questa “idiozia” è stimolare i teisti a ricordare che quanto essi vanno predicando ha, per gli atei, la stessa credibilità e serietà che ha quello che si predica a proposito dell’Invisibile Unicorno Rosa.
Michelle Malkin

Napoli, domenica mattina, ore 10:00

Gennaro era in casa, leggeva sulla terza pagina del giornale un trafiletto che raccontava di un predicatore che stava riscuotendo molto successo in Campania. Il predicatore, un certo Walt, aveva creato un’associazione e, in poco tempo, era riuscito a raccogliere intorno a sé migliaia di seguaci. Walt e i suoi seguaci, rifacendosi alle tradizioni di altre religioni, andavano porta a porta, scalzi, affermando di portare la luce; “Faranno concorrenza all’Enel?” si chiese Gennaro, sorridendo per la battuta pensata.

Quello stesso mattino, mentre il nostro faceva colazione, un po’ rintronato, ancora con il pigiama e le pantofole, qualcuno bussò alla sua porta. Con il giornale in mano, andò ad aprire e si trovò di fronte il predicatore la cui foto era sul Corriere del Mezzogiorno, proprio il mitico Walt.

“Salve il mio nome è Walter Elias, ma mi chiamano Walt, posso offrirle un opuscolo gratuito?” gli disse sorridendo a 365 denti, tutti bianchissimi e lucenti.
“Se è gratuito, lo prendo volentieri” gli rispose sbadigliando.
“Le interessa sapere cosa c’è scritto?” fece l’altro affabile e cordiale.
“Certo, ma diamoci del tu”. Dobbiamo dire che Gennaro aveva la strana abitudine di parlare con chi bussava alla sua porta, fossero essi Testimoni di Geova o rappresentanti della Folletto. Non apriva mai, però, a chi si spacciava per un agente dell’ordine pubblico.
“Grazie!” gli disse e proseguì “Allora, carissimo, nell’opuscolo scoprirai cose che non hai mai immaginato e che qualcuno, molto in alto, non vuole che tu sappia. Verrai a sapere che, sul Vesuvio, c’è un topo parlante rosa, in grado di camminare su due zampe, con enormi orecchie rotonde, alto sette metri e di nome Mickey. Noi lo chiamiamo il Topo”.

Dubitando della salute mentale del predicatore, Gennaro gli chiese, perplesso, perché nessuno avesse mai visto questo topo e come avessero fatto loro a vederlo.

Walt mostrò nuovamente il suo sorriso smagliante, pareva che si aspettasse questa domanda; quindi, gli propose di recarsi sul Vesuvio con lui. Gennaro, non avendo null’altro da fare, accettò e fece accomodare Walt fuori, chiedendogli di aspettare solo un paio di minuti “il tempo di prepararmi”.

Giunsero sul Vesuvio. Gennaro si guardò intorno e, non vedendo alcun sorcio, domandò: “Dov’è il topo?”.
“E lì!” risposte Walt indicando un punto imprecisato “Non te l’ho detto prima, ma non puoi vederlo perché, essendo un essere puro, è trasparente”.
Un topo trasparente sul Vesuvio, Gennaro si convinceva sempre più della follia dell’uomo, ma non gli dava l’impressione d’un matto pericoloso, dunque stette al gioco “Ah, allora basterà dare un occhio alle tracce che lascia!”
“No” fece il predicatore scuotendo la testa “il Topo ha natura perfetta. La sua compiutezza si realizza nella massimizzazione di ogni particolare. Puoi immaginare un corpo che abbia meno peso di un corpo che non ha peso?”
“Forse un corpo con peso negativo?”
“Sì, ma tu puoi immaginare tale tipo di corpo?”
“Non sono ferratissimo in fisica, forse no”.
“Fidati, non puoi immaginare tale tipo di corpo. E’ per questo che il Topo non ha peso. Dunque è perfetto nella sua essenza, poiché non puoi immaginare un corpo con meno peso e non lascia tracce sul suolo, proprio perché non ha peso”.
“Non ho ben capito, ma andiamo avanti, vorrei proprio trovare un modo per osservare questo topo, potremmo verificare la deviazione del vento al contatto col suo corpo?”
“No, il vento è della stessa natura del corpo e il corpo è assolutamente aerodinamico, pertanto il vento gli passa attraverso senza esserne influenzato, poiché è scritto che il corpo di Mickey è l’aria ed il mare e l’aria ed il mare sono il suo corpo”.
Proseguendo nel dialogo, succedeva che, dopo ogni proposta di sperimentazione, la risposta del predicatore continuava in sostanza ad essere che, sebbene fosse certa l’esistenza di questo Mickey, questa non poteva essere verificata empiricamente attraverso alcuno dei metodi suggeriti da Gennaro.

Avendo deciso di stare al gioco e essendo, Gennaro, un uomo pieno di curiosità e con la mente sufficientemente aperta gli chiese “visto che nessuno degli esperimenti da me proposti va bene, perché non mi proponi tu un modo per verificare l’esistenza del topo?”
“In sostanza, vorresti che ti mostrassi delle prove? Ebbene, devi sapere che la parola di Mickey ci chiarisce che è inutile cercare prove se si hanno gli occhi foderati di Emmental, se l’immaginazione non alberga nelle nostre menti e se il nostro cuore è scremato. In realtà ti dico che, sebbene privo di peso, il Topo gigante può lasciare delle impronte, ma tali impronte non sono visibili ad un occhio scettico più di quanto sia visibile il Topo stesso. Tu credi al Topo?”
“Non ancora”.
“Dunque non puoi vederlo e dimostri la veridicità della parola di Mickey! Eppure, anche tu avrai sentito di quel magazzino da cui sono scomparse misteriosamente 9 tonnellate di formaggio. Essendo stato scritto su tutti i giornali, saprai bene che il magazzino aveva gli antifurti più recenti, che due guardie erano appostate a vigilare sette giorni su sette, 24 ore su 24 e che tutto era sigillato al momento della scomparsa”.
Gennaro era perplesso “Sì, questo lo so, ma cosa c’entra?”
“Come cosa c’entra? Hai una spiegazione per quella scomparsa?”
“No, io no. Mi sembra che la polizia ci stia lavorando” forse Walt era anche un investigatore privato?
“Ciononostante, né la polizia né altri hanno trovato alcuna risposta plausibile. Un importante investigatore ha anche detto che il furto è inspiegabile, questo lo sai?”.
“Sì, l’ho sentito anch’io. Anche la polizia ha detto che, al momento, sembra non esserci alcuna spiegazione plausibile di come sia potuto avvenire” ancora non capiva dove volesse andare a parare il buon predicatore.
“E allora, non ti basta questa, come prova dell’esistenza del Topo gigante? Chi altri avrebbe potuto far sparire tanto formaggio? Come si spiegherebbe che i guardiani affermano di aver sentito uno squittio quella notte e le due precedenti?”
Gennaro sbarrò gli occhi, non sapeva se ridere o se piangere “Ma non sarebbe più plausibile che le guardie si siano accordate con l’impiantista dell’antifurto per poter portare via il formaggio?”
“Le guardie? Ma le avrebbero scoperte! No, è un’ipotesi assurda! Cosa se ne sarebbero fatte di tutto quel formaggio?”
“Questo sinceramente non lo so, ma se fosse tutto una montatura?”.
“Quale sarebbe lo scopo di tale montatura?”
“Effettivamente, non lo so”.
“Vedi? Io ti ho portato questa prova, mentre tu mi presenti ipotesi senza fondamento. Tu sei in grado di portarmi una prova dell’inesistenza del Topo gigante?”
“In realtà no…”
“Quindi, come fai a pensare che il Topo possa non esistere? Hai mai visto un atomo?”
“No, ma so che l’esistenza dell’atomo è verificabile attraverso…”
“Questo non è importante!” il tono di Walt diveniva incalzante “Tu non l’hai mai visto, eppure ci credi. Ciononostante non credi al Topo gigante! La tua posizione è irrazionale. Se utilizzassi il tuo Terzo Occhio ti renderesti conto che il Topo esiste ed è alto sette metri e se adoperassi la ragione ti renderesti conto che non può che essere trasparente, poiché non lo vedi!”
Gennaro era un po’ confuso, dell’ultima frase aveva colto solo un paio di parole, ma non aveva capito cosa volessero dire “Terzo Occhio?” chiese.
“Certo! Il Terzo Occhio, ovvero una delle due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità. E’ Mickey, il Topo gigante, ad aver posto nel fegato dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su sé stesso”.
“Il fegato?”
“Ovvio! Il fegato! Lo potresti intuire facilmente se vedessi Mickey, il fegato è il primum movens della vita spirituale ed affettiva. È il fegato che sente Mickey, non la ragione. Ecco cos’è il Terzo Occhio: Mickey sensibile al fegato, non alla ragione”. Walt poteva leggere negli occhi di Gennaro la confusione che tutto il discorso aveva prodotto “Ti vedo perplesso, ma vorrei ricordarti Mickey potrebbe dissipare ogni tuo dubbio, risolvere ogni tua afflizione. Migliaia di persone si sono convinte dell’esistenza del Topo ed ora sono felici. Ricorda che le Sue invisibili perfezioni, fin dalla creazione, appaiono chiare, dalle sue opere, sia la sua sconfinata potenza, sia la divinità, cosicché essi rifiutando di credervi si diventa inescusabili”.

Non conoscendo locuzioni come argumentum ad populum, argumentum ad ignorantiam e non sequitur, ormai, Gennaro, convinto dell’instabilità mentale del predicatore e un po’ preoccupato per la stessa, evitò forzatamente ogni inutile latinorum e disse: “Credo che tu abbia ragione, hai tanti seguaci ed io non sono in grado di vedere con l’occhio del greg… ehm, scusa, volevo dire con il Terzo Occhio”.
“Sia fatta la volontà di Mickey, pace a coloro che credono al Topo”.

Gennaro, aveva già iniziato ad allontanarsi con passo svelto e scuotendo la testa.

em.il.

Pubblicato il 15 gennaio 2012 su Non solo ateismo... quello che resta di un ateo., Racconti. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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