Democrazia e sue applicazioni

Tratto da “La democrazia” di Giorgio Gaber

(…) Sul vocabolario c’è scritto che “democrazia” significa “potere al popolo”.Sì, ma in che senso potere al popolo? Come si fa? Questo sul vocabolario non c’è scritto. Però si sa che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la “Democrazia rappresentativa” che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: “Lei non sa chi sono io!”. Questo è il potere del popolo. Ma non è solo questo. Ci sono delle forme ancora più partecipative. Il referendum, per esempio, è una pratica di “Democrazia diretta”… non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla Variante di Valico Barberino-Roncobilaccio, ha effettivamente qualche difficoltà. Anche perché è di Venezia. Per fortuna deve dire solo “Sì” se vuol dire no, e “No” se vuol dire sì. In ogni caso ha il 50% di probabilità di azzeccarla. Ma il referendum ha più che altro un valore folkloristico perché dopo aver discusso a lungo sul significato politico dei risultati… tutto resta come prima e chi se ne frega. Un’altra caratteristica fondamentale della democrazia è che si basa sul gioco delle maggioranze e delle minoranze. Se dalle urne viene fuori il51 vinci, se viene fuori il 49 perdi. Dipende tutto dai numeri. Come il gioco del Lotto. Con la differenza che al gioco del Lotto, il popolo qualche volta vince, in democrazia… mai! E se viene fuori il 50 e 50? Ecco, questa è una particolarità della nostra democrazia. Non c’è mai la governabilità. È cominciato tutto nel 1948. Se si fanno bene i conti tra la Destra –DC, liberali, monarchici, missini… – e la Sinistra – comunisti,socialisti, socialdemocratici, ecc. – viene fuori un bel pareggio. Da allora è sempre stato così, per anni! Eh no, adesso no, adesso è tutto diverso. Per forza: sono spariti alcuni partiti, c’è stato un mezzo terremoto, le formazioni politiche hanno cambiato nomi e leader. Adesso… adesso non c’è più il 50% a destra e il50% a sinistra. C’è il 50% al centro-destra e il 50% al centro-sinistra. Oppure un 50 virgola talmente poco… che basta che uno abbia la diarrea che salta il governo. Non c’è niente da fare. Sembra proprio che il popolo italiano non voglia essere governato. E ha ragione. Ha paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittatura di Sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di Destra. La dittatura di Centro invece… quella gli va bene. Auguri!!!

Nel riportare il testo di cui sopra, ho tagliato una parte essenziale, quella iniziale, in cui Gaber afferma “Io, da quando mi ricordo, sono sempre stato democratico, non per scelta, per nascita”. In questo modo sembra dichiarare il fatto che lui sia geneticamente democratico e ciò dovrebbe chiarire che il testo non è pro-dittatura, ma una semplice critica alla forma democratica presente nello stato italiano: sul fatto che sia una forma al 100% democratica ci sarebbe da discutere e non per la presenza di Berlusconi, quanto per la presenza di burocrati attaccati alle loro poltroni da “secoli”.

Poste le criticità delle forme democratiche statali, viene un dubbio, se è corretto che la forma statale debba essere democratica, è altrettanto corretto che questa sia la migliore forma di gestione in tutti gli ambiti e le realtà?

Io penso di no. Nell’ambito aziendale, ad esempio, ho verificato con mano che una gestione democratica non potrebbe funzionare. Nell’ambito militare… v’immaginate un esercito che funzioni in maniera democratica? Allo stesso modo, credo che nei forum non possa e non debba sussistere una forma democratica di gestione. Rinunciare alla democrazia, tuttavia, non significa passare alla monarchia assoluta: esistono diverse vie di mezzo, tra le quali l’oligarchia e la monarchia costituzionale. Io credo che il governo di un forum (a seconda che lo stesso “appartenga” ad un singolo o ad un gruppo) debba essere regolato in una delle due forme. In tali forme, non sono gli utenti a fissare le regole, né a stabilire chi siano i soggetti che le modificano e le fanno applicare. Tale potere, in questa mia idea di forum, dovrebbe appartenere al fondatore o al gruppo di gestione del forum stesso. Un forum perfettamente democratico rischierebbe di creare una profonda distorsione delle idee sulla base delle quali il forum stesso è stato fondato e la gestione dello stesso sarebbe molto meno efficace. Ovviamente, sarebbe da stabilire la forma di democrazia da scegliere, ma questo è un altro discorso e non credo che la disamina attuale meriti tale approfondimento.

em.il.

Pubblicato il 31 agosto 2011 su Non solo politica.... Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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