Parlando di Danza – “Talking about Dance” di G.R.R. Martin

Kong è morto. Ovvero, A DANCE WITH DRAGONS è compiuto e procede inesorabilmente verso il 12 luglio, la sua data di pubblicazione.

Sì, lo so. La notizia è vecchia. L’ho già comunicata e da quando ho, finalmente, completato A DANCE WITH DRAGONS, alcune settimane fa, e ho divulgato la notizia qui (NdT sul blog di G.R.R.M.), ho iniziato a lavorare su… rullo di tamburi, prego… A DANCE WITH DRAGONS!

Con i libri va sempre così. Finisci, tiri un sospiro di sollievo… e, poi, torni al lavoro. C’è sempre molto da fare. I tuoi redattori leggono e fanno alcuni appunti. Tu fai delle revisioni e delle correzioni. Un caporedattore
riesamina il testo, trova degli errori, fa notare contraddizioni e incongruenze e pone domande. Tu sistemi qualcosa e lasci qualcos’altro in sospeso. Amici e fan divorano il libro e trovano degli errori che i tuoi redattori, caporedattori e correttori di bozze non hanno trovato. Tu, se il tempo lo consente, sistemi anche quelli. Poi viene l’appendice da preparare; l’appendice deve essere, dunque, modificata, riletta, corretta… e ancora e ancora…

Tuttavia, ora anche questo è passato: il copyediting, l’appendice, le prove, le correzioni, tutta quella roba. Il tour promozionale è stato pianificato (anche se alcuni dettagli sono ancora da definire), i piani di marketing sono in atto… e posso, infine, dire che Kong non è semplicemente defunto, ma è sinceramente e veramente morto.

Ora che la polvere sta decantando, finalmente, ho pensato di trarre un respiro profondo e dare un nuovo sguardo a questo lungo e strano viaggio fatto. Se v’interessa lo svolgimento, continuate a leggere. Fate attenzione, però, oltre questo punto, nel mio discorrere ci potranno essere alcuni spoiler in agguato. Qualora continuaste a leggere, sarebbe a vostro rischio e pericolo.

Innanzitutto, alcuni numeri. Il progetto definitivo di A DANCE WITH DRAGONS si attesta su 1.510 pagine manoscritte (la cui somma non include i riconoscimenti, la dedica o l’appendice). Scrivo con WordStar su una macchina DOS, così il
numero corrisponde a quello delle mie pagine. Quando i miei redattori a Bantam hanno trasposto i miei file WordStar in Word, il numero delle pagine è salito a 1540; ciononostante, io preferisco utilizzare il mio numero personale, per
motivi di coerenza. Con 1510 pagine, A DANCE WITH DRAGONS è soltanto un po’ più breve di A STORM OF SWORDS, che è composto da 1.521 pagine manoscritte con medesimi software, impostazioni e margini.

A un certo punto, piuttosto avanzato nel processo, DANCE era notevolmente più lungo. Il conteggio delle pagine era andato oltre le 1600 e stava scivolando, per mio tormento, verso le 1700 (a 1700 pagine il libro non sarebbe potuto essere stato pubblicato in un volume unico). Diverse cose hanno contribuito a riportarlo verso il basso.

Innanzitutto, io e i miei redattori abbiamo preso alcune decisioni su dove dovesse essere collocata la fine di questo libro; ciò ha comportato lo spostamento di pochi capitoli nel volume successivo, THE WINDS OF WINTER. Quanto ci si confronta con una saga come LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO, ci sono sempre delle decisioni da prendere riguardanti la fine di un libro e l’inizio del successivo, questo perché si ha a che fare con una storia lunga.
Questa scena funziona meglio alla fine di un libro o all’inizio del prossimo?
Questo personaggio dovrebbe uscire di scena in una situazione di suspense o con una soluzione di qualche tipo (sia essa permanente o temporanea)? E così via, si procede.

In secondo luogo, ho sudato, seguendo una tecnica che ho imparato a Hollywood, dove i miei script erano sempre troppo lunghi. “Questo è troppo lungo”, lo studio avrebbe detto. “Tagliane otto pagine”.
Non mi è mai piaciuto perdere per strada cose buone – siano esse scene, scambi in un dialogo, pezzi d’azione – in cambio, preferisco passare attraverso l’operazione di “taglio e stringimento” riga per riga e parola per parola, eliminando il grasso e lasciando il muscolo. Ho trovato la tecnica tanto preziosa che, da quando ha lasciato Los Angeles, l’ho adoperata con tutti i miei libri: è l’ultima fase del processo. Si termina il libro, quindi ci si torna su tagliando, tagliando e tagliando; ciò produce, lo sento, un testo più breve e più forte. Nel caso di A DANCE WITH DRAGONS, il mio sudore – la maggior parte prodotta dopo aver annunciato la data di pubblicazione del libro, ma
prima della consegna dei capitoli finali – ha ridotto di quasi ottanta pagine il totale.

Allora, cos’è rimasto? Molto. Un libro enorme, che, come ho già detto, è solo un pelo più corto di A STORM OF SWORDS. Il conteggio finale dice che abbiamo 73 capitoli, raccontati attraverso gli occhi di (gulp!) sedici personaggi con punti di vista differenti: potrei dirvi chi sono, ma dopo dovrei uccidervi.

In effetti, però, sarebbe più facile dirvi quelli che non hanno un punto di vista. Sansa, Sam, Aeron Damphair, Arianne e Brienne non hanno capitoli propri in A DANCE WITH DRAGONS; molti di questi personaggi avevano dei capitoli scritti, completati e lucidati, questi, però, sono stati spostati in THE WINDS OF WINTER, nell’ambito del processo editoriale di cui sopra.

Tornando a quando ho diviso A FEAST FOR CROWS in due libri, ricordo di aver detto, nella mia infame postfazione “Nel frattempo, tornando alla Barriera…”, che Tyrion, Dany e Jon Snow sarebbero tornati nel libro successivo: effettivamente, sono tornati. Questi tre personaggi dominano A DANCE WITH DRAGONS. Su 73 capitoli, 35 riguardano le loro gesta; è vero che ci sono sedici punti di vista, ma solo tre di essi costituiscono quasi la metà del libro. Il frammento più grande dei capitoli rimanenti appartiene a un vecchio personaggio POV, che è scomparso per un paio di libri, ma che ora ritorna… piuttosto usurato.

Sì, alcuni dei personaggi che sono apparsi come POV in A FEAST FOR CROWS riappariranno, poiché il periodo su cui si estende DANCE va ben oltre quello di FEAST. Tyrion non è il solo Lannister con un punto di vista. Cersei e Jaime
avranno dei capitoli, sebbene… attenzione… non molti. Anche Arya è disponibile. E terremo sotto controllo Bran, i suoi compagni e il loro lungo e freddo viaggio oltre la Barriera. Ci sono due POV Dornish (uno vecchio, uno
nuovo) e tre degli Uomini di Ferro (tutti POV precedentemente presenti).

E ci sono alcuni nuovi personaggi con punti di vista. Alcuni di loro sono PERSONAGGI nuovi, introdotti per la prima volta in questo libro. Altri sono personaggi già presenti ma nuovi in qualità di PUNTI DI VISTA; li abbiamo visti
in giro, ma non siamo mai entrati nelle loro teste. Una volta, qualche anno fa, dissi che avevo intenzione di introdurre in un libro un solo nuovo personaggio dotato di punto di vista. Ciò chiarisce perché non dovrei mai dire queste cose
prima che un libro sia ultimato. Alla fine, ho concluso con…. hmmm, lasciatemeli contare… uno, due, tre… ah … quattro nuovi personaggi con punti di vista: senza includere il prologo e l’epilogo. Quindi…

Che posso dire? Almeno in parte, il vile nodo Meereenese era proprio un problema di punti di vista (non completamente, no, per la gran parte era un problema legato a cronologia e causalità, ma in parte era proprio una questione
di POV). L’introduzione di un nuovo POV mi ha aiutato a risolvere questi problemi e a comporre un libro migliore. Alla fine, comporre un libro migliore fa sparire tutte le altre preoccupazioni.

Nonostante, ci siano in giro varie teorie strambe secondo le quali:
(1) avrei finito il libro anni fa e sarei stato seduto su un manoscritto ultimato in attesa del momento opportuno per rilasciarlo, allo scopo di fare più soldi,
oppure
(2) avevo abbandonato il romanzo o ero andato incontro ad un terribile blocco dello scrittore e non avrei fatto progressi dal 2005, la verità è quella dichiarata in questo blog … ho lavorato su DANCE tutto il tempo, anche se più lentamente di quanto mi sarebbe piaciuto. Ho fatto un duro lavoro di correzione, durante il quale ho lottato, e in alcuni periodi ho riscritto più di quanto ho scritto.

Nel corso degli anni ho inviato vari manoscritti parziali ai miei revisori, per mostrare loro a che punto mi trovavo in quel particolare momento. Ora che la corsa è finalmente terminata, ci sono tornato su e ho dato un altro sguardo
ad alcuni di quei vecchi file. Il conto delle pagine che segue si riferisce solo ai CAPITOLI COMPLETI in forma di bozza definitiva… o a quelli che io ritenevo essere “completi” e “definitivi” in quel momento. In ogni caso, c’erano svariate pagine di alcuni capitoli abbozzati o scritti in parte, ma quelle pagine non sono state incluse nel mio conteggio.

Il primo parziale dei miei file è datato gennaio 2006. A quel punto avevo scritto 542 pagine. Ora, ripensandoci, nel giugno 2005 divisi A FEAST FOR CROWS in due libri paralleli e scrissi la mia infame (e, in prospettiva, sconsiderata) postfazione “Nel frattempo, tornando alla Barriera…” A FEAST FOR CROWS, al momento della consegna, contava 1063 pagine manoscritte. Al momento della scissione, considerando tutto il materiale relativo a Tyrion e Daenerys che avevo tolto, pensai di necessitare solo di altre 400 pagine spaiate al fine di poter finalizzare un libro di uguale lunghezza; questo fu probabilmente ciò che mi spinse a dire che il prossimo libro sarebbe stato pronto in un anno. Le ultime parole famose. Da non ripetere.

Ovviamente, c’è voluto molto più tempo. Dopo aver scritto quanto sopra, finii per dedicare alla promozione di FEAST gran parte del resto del 2005. Un tour per il libro americano. Un tour per il libro canadese. Un tour per il libro
inglese. Una visita in Italia per il Lucca Games Show. Tutto grandioso, ma tutto estenuante. Nel mezzo, tornavo a casa, scrivendo qualcosa, ma probabilmente non molto. Il conteggio delle 542 pagine finite a gennaio 2006 non avrebbe potuto essere molto diverso da quello fatto nel giugno 2005, quando avevo diviso i libri.

L’anno o giù di lì che seguì ha dimostrato quanto ciò fosse folle. Il parziale successivo che inviai a Bantam è datato ottobre 2007 ed è lungo 472 pagine. Sì, nell’anno e mezzo trascorso tra i due parziali, ero riuscito a RImuovere circa
settanta pagine. In quel periodo mi ero dedicato molto di più alla revisione e alla riscrittura – e ristrutturazione – che allo sviluppo.

Ciononostante, poi mi è capitato di essere stato colpito da un buon incantesimo. Nel marzo 2008 ho consegnato un altro parziale, questo era di 596 pagine. Nel maggio 2008, un altro: stavolta 684 pagine. Nel dicembre 2008, 774 pagine. Dopo quel progresso rallentai, ma rimanendo abbastanza costante. Non dirò che non strappai nulla, che non riscrissi, ristrutturai o cambiai idea… l’ho fatto… ma sono andato avanti così, come i parziali che ho inviato ai
miei revisori testimoniano. Nel settembre 2009, ho mandato 998 pagine. Nel gennaio 2010 ho superato le 1000 pagine e ne ho consegnate 1.038. Quindi ricominciai a raccogliere un po’ di fumo e, nel giugno del 2010, il parziale fu
di 1028 pagine. Nell’agosto del 2010, 1.332 pagine. Dicembre 2010, 1.412 pagine. Nel marzo del 2011, Kong scricchiolava, i biplani in volo e io mandai il parziale finale, che pesava 1.571 pagine… ma avevo ancora alcuni capitoli
incompleti, alcuni rimasti molto approssimativi, alcuni che non sapevo se includere o meno. Tutto ciò ha spinto il conteggio finale oltre le 1600 e vicino alle 1700, prima dei cambiamenti editoriali e del sudore finale che ho descritto sopra.

Kong, sei stato una signora scimmia, ma sono contento che tu sia sceso dalle mie spalle.

Un giorno, probabilmente, qualche studente di letteratura fantasy potrebbe aver voglia di esaminare tutti questi manoscritti parziali e di documentare il modo in cui A DANCE WITH DRAGONS è cambiato nel corso degli anni. Ogni volta
che ho stampato una copia da inviare ai miei redattori, ne ho fatto una seconda e l’ho inviata a “Collezioni Speciali” presso la Texas A & M University, dove sono custoditi i miei documenti. Forse qualcuno scriverà una tesi di laurea
sulla mia lotta con questo libro. E chi lo sa, magari alla fine lui o lei concluderà che non ho fatto altro che renderlo peggiore di quanto già non fosse.

Io non ci credo. DANCE mi ha richiesto molto più tempo di quanto volessi, ma credo che tutto il tempo, il sangue e il sudore che ci ho messo abbia creato un racconto migliore.

Infine, nonostante tutto, gli unici giudici sarete voi, ragazzi.

Buona lettura. Io ho un altro libro da scrivere. Sì, sali sulle mie spalle … che scimmia carina che sei…

Tradotto liberamente da em.il.
fonte originale: http://grrm.livejournal.com/217066.html#cutid1 di G.R.R. Martin.

Pubblicato il 20 giugno 2011 su Cronache del ghiaccio e del fuoco, Traduzioni rapide. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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