Bocassini, il Giornale, mafia & Berlusconi

“La doppia morale della Bocassini” questo il titolo di un articolo del Giornale, il quotidiano di proprietà di Berlusconi, che attacca senza remora alcuna tutti quelli che per un motivo o per un altro hanno problemi con il premier stesso.

Per denigrare la Bocassini i prezzolati del premier sono andati a riprendere un processo del 1982, riguardante una relazione amorosa di questa con un giornalista di «Lotta Continua», processo per il quale la Bocassini fu assolta perché “nel ribadire il proprio orientamento in materia di diritto alla privacy del magistrato, (il CSM) ritiene che il comportamento della dottoressa Boccassini non abbia determinato alcuna eco negativa né all’interno degli uffici giudiziari, come provano le attestazioni dei colleghi della Procura, né all’esterno”.

Quello che lascia a bocca aperta è come il Giornale tenti di far intendere che questa relazione di circa 30 anni fa, renderebbe la Bocassini incapace di agire come la regola del suo mestiere vorrebbe.

Per il quotidiano, poiché la stessa Bocassini rifiutò di rispondere a determinate domande, invocando il diritto alla privacy, non avrebbe il diritto, ora, di svolgere il suo dovere di indagatrice fino in fondo. Peccato che il Giornale non sia in grado, evidentemente, di trovare delle differenze tra la privacy dovuta ad un normale rapporto amoroso e la “privacy” del premier legata a prostituzione, droga, abusi d’ufficio, collusione e altri illeciti di varia natura. Non a caso vengono le sagge parole del procuratore della Repubblica, Edmondo Bruti Liberati: “Ogni attività della magistratura e dunque anche quella della Procura della Repubblica di Milano, in un ordinamento democratico è soggetta alla valutazione e alla critica della libera stampa; le campagne di denigrazione e l’attacco personale ai magistrati si qualificano da soli, e in un sistema di civile convivenza devono essere un problema per chi ne è autore e non per chi ne è vittima”.

Veniamo dunque a ricordare chi sia questa donna, partendo dalle parole che spese per lei Enzo Biagi: “C’è un magistrato, un’affascinante donna dai capelli rossi, che fu amica di Giovanni Falcone, la quale dopo gli attentati di Capaci e via D’Amelio andò in Sicilia e fece arrestare gli esecutori materiali delle due stragi: Ilda Boccassini. Una donna tenace, che non si ferma di fronte a nulla, che ha un unico obiettivo, quello di far trionfare la giustizia, come aveva fatto a Palermo il giudice Falcone nel maxi processo contro la mafia”.

Per fare un po’ di chiarezza è bene sottolineare che costei, che si occupò tra il ’92 e il ’94 degli eccidi di Capaci (dove morirono Giovanni Falcone, sua moglie Francesca e tre agenti di scorta) e via D’Amelio (in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta), presso la Procura di Caltanissetta, giunse all’individuazione degli esecutori materiali e dei mandanti mafiosi di tali crimini, lasciando, prima del trasferimento, una relazione che il Corriere della Sera, il 23 aprile 2009, non esitò a definire “profetica”.

Trasferita presso la procura di Milano si occupò di criminalità mafiosa e di terrorismo, dirigendo, tra l’altro, le indagini che portarono all’arresto di 17 appartenenti al Pcpm (partito comunista politico-militare) sospettati di far parte delle Nuove Brigate Rosse, per i quali si espresse come segue “i nuovi brigatisti volevano uccidere e per questo meritano pene durissime”. In questo ambito, come ci informa la Repubblica del 4 marzo 2009, la Bocassini chiese “22 anni di carcere per Claudio Latino e Davide Bortolato, leader delle cellule milanese e padovana, 21 anni per l’ ex sindacalista della Cgil torinese Vincenzo Sisi, 20 anni per Bruno Ghirardi, 19 anni per l’ ex latitante Alfredo Davanzo, 18 anni per Massimiliano Gaeta”. Per gli altri le richieste andarono dai “15 anni (Massimiliano Toschi) ai 2 anni (Giampietro Simonetto, arrestato a soli 19 anni per aver procurato le munizioni al gruppo terroristico)”. L’avvocato difensore Sandro Clementi affermò: “Il pm ha chiesto quasi due secoli di carcere, una richiesta sproporzionata”. Strano che una bolscevica, influenzata dal suo posizionamento politico, si comporti in questa maniera, no?

Del resto alcuni degli uomini di Berlusconi dovrebbero ricordare quando nel 2007 (Corriere della Sera del 15 febbraio 2007) La Russa la definiva un “grande investigatore”, ma anche all’epoca non mancavano le accuse di asservimento ideologico da parte di Forza Italia alla Bocassini.

Ci sarebbe da chiedersi, a questo punto, perché l’ottima Ilda sia così invisa a Berlusconi & Co. Facendo un po’ di storia abbiamo visto come la Bocassini si sia occupata di mafia, collaborando anche alle indagini che portarono all’arresto di Riina, il boss della mafia che, a suo tempo, aveva un conto aperto presso una istituto bancario chiamato Banca Rasini. Presso questa stessa banca era assunto tale Luigi Berlusconi, noto per essere il padre di Silvio. Tale banca deve la sua fama, in particolare, alle dichiarazioni rilasciate da Michele Sindona, poco prima di morire misteriosamente, a Nick Tosches, giornalista del New York Times:

NT – Quali sono le banche usate dalla mafia?
MS – In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in Piazza dei Mercanti.

Altro scambio di battute interessante che chiamava in causa la banca fu quello Luttazzi – Travaglio, del lontano 2001, quando Luttazzi non era ancora stato allontanato dalla TV su richiesta di Berlusconi:

L: Di che banche si trattava?
T: Una era la Banca Rasini, dove lavorava il padre di Berlusconi.

L: Che cosa faceva il padre di Berlusconi nella Banca Rasini?
T: E’ entrato come impiegato, mi pare che abbia concluso come direttore. La Banca Rasini è indicata dai giudici di Palermo come una di quelle impegnate nel riciclaggio dei soldi della mafia.

Le parole più chiare sul rapporto Berlusconi – Banca Rasini, tuttavia, sono state quelle di Bossi, rintracciabili sul sito “il fatto quotidiano” al link riportato di seguito, di cui riporto uno stralcio:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/28/il-traditore-del-nord/65501/

“La Fininvest è nata da Cosa Nostra. C’è qualche differenza fra noi e Berlusconi: lui purtroppo è un mafioso. Il problema è che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora. Ma il Nord lo caccerà via, di Berlusconi non ce ne fotte niente. Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Dalle finanziarie della mafia? Ci sono centomila giovani del Nord che sono morti a causa della droga. A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini, fondata da un certo Giuseppe Azzaretto, di Palermo, che poi è riuscito a tenersi tutta la baracca. In quella stessa banca lavorava anche il padre di Silvio e c’erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra (…) Non è vero che ‘pecunia non olet’. C’è denaro buono che ha odore di sudore, e c’è denaro che ha odore di mafia”.

Perché, dunque, Berlusconi dovrebbe temere così tanto un pm che si è occupato di mafia e che indaga su di lui, come la Bocassini, pare cosa abbastanza chiara. Ciò che non è chiaro è come non ci si renda conto della realtà.

em.il.

Pubblicato il 4 febbraio 2011 su Non solo politica..., Pensieri brevi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

SyncRonyA

Benvenuto nel mondo del fantastico, ti aspettano film, serie TV, libri e qualche dritta per gli scrittori

tiropoderoso

In fase di lavorazione...sempre e comunque

Io, ateo

La fede solleva delle montagne; sì: delle montagne d’assurdità. (André Gide)

A Magical Place

Cinema, Serie TV, Fumetti, ed altro...

Il Trono di Spade

L'inverno sta arrivando.

librolandia

Con il nostro pensiero, noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda.

brrrainblog

Così è, se vi pare.

Not A Blog

Così è, se vi pare.

Il Disinformatico

Così è, se vi pare.

Haramlik

Così è, se vi pare.

Fuffologia

Fuffari e creduloni: se li conosci non ti uccidono

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: