Tema di Claudia

Ricordo ancora quanto erano tristi quei muri completamente bianchi. Entravamo in una classe vuota, priva di un’anima propria. Entravamo in modo indistinto, ognuno di noi indossava quello che gli pareva, non eravamo un corpo unico, una sola anima. Oggi le classi sono addobbate splendidamente, il volto dell’imperatore veglia su di noi e il fungo atomico, che ci rappresenta, ci trasmette forza e fiducia nel futuro oltre che ricordarci le nostre vere origini.

Ricordo quando in paese ed in classe stavamo tutti insieme, come se tra noi non ci fosse alcuna differenza. Maschi e femmine in un’unica aula, come se tutti dovessero apprendere le stesse cose, come se non ci fosse nulla di male nel contatto. Bianchi e neri che giocavano insieme, come se l’uno non nutrisse istintivamente odio nei confronti dell’altro.

L’imperatore ci ha fornito sicurezza, saggiamente dividendo ciò che la natura aveva provveduto a dividere tempo or sono.

Amo l’imperatore e la mia classe sicura! Nessuno può entrare qui dentro, anche se sparassero, i loro colpi si infrangerebbero contro le grate e i vetri antiproiettile. Ricordo ancora lo spavento di quando un sasso colpì la maestra, Elena. Povera maestra, pace all’anima sua. Sono passati quattro anni, ma io penso a lei ogni giorno e le dedico sempre una preghiera prima di andare a dormire. Sogno spesso il suo volto insanguinato e il suo tentativo di dire qualcosa mentre sputava sangue.

Oggi nessuno può entrare in classe, non potrebbero rinchiuderci qui dentro e minacciare di ucciderci tutti, come capitò tre anni fa, quando Maria, la mia migliore amica, perse la vita. Ci sono guardie armate che ci difendono e, se anche le uccidessero, i mitra computerizzati non farebbero passare nessuno e, se anche qualcuno passasse, dovrebbero avere un’arma atomica per distruggere le nostre porte blindate.

Nell’impero non ci sono diversi, i musulmani sono stati cacciati, quando abbiamo riconquistato il territorio assegnatoci da Dio, gli zingari ed i fannulloni sono stati condannati a morte come Natura impone, gli atei bruciati sul rogo come il Santo Padre ci insegna sia giusto.

I libri menzogneri non esistono più, oggi possiamo leggere quanto sia bello l’impero senza essere costretti ad ascoltare stupide bugie.

La mia vita è bella e un giorno conoscerò l’imperatore, solo allora potrò anche morire.

Claudia

Em.il.

Pubblicato il 13 settembre 2010 su Racconti. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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