Facce alla TV…

Ma quanto sarà vecchio questo qui? Avrà almeno una settantina d’anni, forse anche un’ottantina.

Poveraccio e che cattiveria tenere un’intera trasmissione su dei vecchi inebetiti e fissarsi così tanto sul volto di uno di questi.

Guardandolo negli occhi, cerco di cogliere qualche emozione, ma vedo solo uno sguardo che vaga, tentando di cogliere qualcosa che non c’è. Cosa cerca davanti a sé? Non posso credere che sia semplicemente un grande attore, il suo sguardo verso la telecamera che ha di fronte deve stare cercando veramente qualcosa oltre quel obiettivo: sembra che tenti un contatto visivo con noi telespettatori.

Che vita triste che deve avere, con quel suo pigiamino da quattro soldi, gli abiti donati dalla vecchiaia portati malamente e gli accessori della morte posti evidentemente a casaccio su una guancia e una mano. Che strano documentario, che strane società che c’erano una volta. Che usi orribili, mandare gli anziani in questi dimenticatoi.

Che stupidi, oltre che incivili, erano! Credo che, queste persone, non tentassero, in realtà, di allontanare i vecchi, quanto la vecchiaia; quasi avessero paura del contatto con la stessa, quasi credessero che rifuggendo la visione della vecchiaia potessero esserne esenti.

Quanto è bello il mio mondo e la mia vita! Io vivo in una casa vicina a quella dei miei figli, loro mi vogliono un gran bene. Quando loro sono a lavoro, io bado al nipotino, è davvero emozionante stare con lui, vederlo crescere mi ringiovanisce.

Questo povero vecchio, invece, si sta lasciando morire. Fermo lì, immobile aspetta il suo Godot che tarda ad arrivare. Che penserà in questo momento? Vorrebbe che finisse, ma ha anche paura che finisca? Sì, credo che sia proprio così. Poveraccio, solo, nell’oblio, senza qualcuno che gli stia accanto e senza qualcuno a cui stare accanto. Che senso ha vivere? Con che coraggio morire?

Mi fa una gran pena. Questa specie di documentario mi sta facendo venire una forte angoscia. Non è il solo vecchio che mi impressiona, ci sono persone intorno che sono vecchi come lui, ma non fissano la telecamera allo stesso modo e sembrano sbadati, distratti da altro. Alcuni di loro passano e spassano senza andare da alcuna parte. Ci sono tre giovani che guardano il vecchio alle spalle, uno lo guarda con schifo malcelato, un altro è evidentemente stanco, ha le borse sotto gli occhi, deve stare lavorando da un bel po’, un altro ha un’aria distaccata, sembra stia pensando a qualcosa di importante. A volte ci sono delle ombre di vecchi che sembrano più vicine dello schermo stesso. Miracoli della tecnologia moderna!

Credo che tra un po’ andrò a dormire, mi sento molto stanco.

em.il.

Che altro dovevamo fare dottore? Erano ore che stava lì a guardarsi davanti allo specchio senza dire nulla. Perlomeno da sedato possiamo portarlo a letto senza rischiare che abbia reazioni violente.

Pubblicato il 17 giugno 2010 su Racconti. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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