Guerra afgana

E’ difficile reperire informazioni da fonti affidabili su di un interessante dubbio circa la situazione afgana. Girovagando un po’ su internet si trovano, difatti, diversi siti che trattano di un progetto relativo a un oleodotto o un gasdotto in Afghanistan che sarebbe la reale ragione della guerra che si sta combattendo in quel paese.

Uno dei pochi siti affidabili che parlano, in qualche modo, del fatto è rainews24.rai.it.

Il sito afferma che in data 12 febbraio 1998 John J. Maresca, vicepresidente delle relazioni internazionali di Unocal Corporation, avrebbe tenuto un’audizione davanti al sottocomitato per l’Asia e il Pacifico della Camera dei rappresentanti Usa, nell’audizione Maresca avrebbe dichiarato, tra l’altro, quanto segue:

É bene tener presente l’importanza delle riserve di gas e di petrolio presenti in Asia centrale e il ruolo che queste giocano nel determinare la politica Usa. Vorrei concentrarmi su tre questioni. Primo, la necessità di numerose vie di transito in cui far passare gli oleodotti e i gasdotti per le riserve di petrolio e di gas presenti dell’Asia centrale. Secondo, la necessità che l’America sostenga gli sforzi regionali e internazionali tesi a soluzioni politiche equilibrate e durature dei conflitti nella regione, compreso l’Afghanistan. (…)opzione è costruire un oleodotto diretto a sud, che vada dall’Asia centrale all’Oceano Indiano. Un itinerario ovvio verso sud attraverserebbe l’Iran, ma questo è precluso alle compagnie americane a causa delle sanzioni. L’unico altro itinerario possibile è attraverso l’Afghanistan, e ha naturalmente anch’esso i suoi rischi. Il paese è coinvolto in aspri scontri da quasi due decenni, ed è ancora diviso dalla guerra civile. Fin dall’inizio abbiamo messo in chiaro che la costruzione dell’oleodotto attraverso l’Afghanistan che abbiamo proposto non potrà cominciare finché non si sarà insediato un governo riconosciuto che goda della fiducia dei governi, dei finanziatori e della nostra compagnia. (…)

http://www.rainews24.rai.it/ran24/speciali/obiettivo_usa_nuovo/maresca.htm

Testo molto interessante ed illuminante, tuttavia si riscontra un problema: tale audizione non risulta in alcuna fonte. La fonte citata da rainews24 non risulta attiva ed è, pertanto, inverificabile.

Posto ciò, sono state, invece, verificate altre cose. Innanzitutto i soggetti:
L’Unocal (Union Oil Company of California), uno dei maggiori esploratori in ambito petrolifero sin dal XIX secolo, è divenuta parte della Chevron Corporation il 10 agosto 2005.
http://investor.chevron.com/phoenix.zhtml?c=130102&p=irol-stocksplithistory

John J. Maresca, precedentemente ambasciatore dell’OCSE, fu effettivamente nominato nel 1997 Vice President per le Relazioni Internazionali dell’Unocal Corporation.

http://www.chevron.com/chevron/pressreleases/article/09091997_unocalnamesformerambassadorjohnjmarescaasvicepresidentinternationalrelations.news

Posto che i due soggetti corrispondono effettivamente a quanto detto, si può passare all’analisi di uno degli oggetti, l’oleodotto (o gasdotto). Risulta, effettivamente, che nell’ottobre 1997 Unocal abbia partecipato nell’ambito del Central Asia Gas (CentGas) pipeline consortium allo sviluppo di un progetto che prevedeva una pipeline che partisse dal Turkmenistan e passasse per l’Afghanistan per giungere in Pakistan e, potenzialmente, in India.

La medesima fonte riporta che, nel 1998, la stessa Unocal sia fuoriuscita da tale consorzio che si sarebbe, dunque, sciolto.

http://www.chevron.com/chevron/pressreleases/article/12101998_unocalstatementonwithdrawalfromtheproposedcentralasiagascentgaspipelineproject.news

Considerando alcuni accadimenti successivi, si riscontrano dei tempi che risultano abbastanza peculiari. Circa un anno dopo la fuoriuscita di Unocal, in qualità di capo-gruppo, e dunque la chiusura del progetto CentGas a causa delle problematiche ambientali afgane, l’ONU, tramite la risoluzione 1267 del 1999 del Consiglio di Sicurezza, condannò le azioni dei Talebani in Afghanistan stabilendo una serie di sanzioni contro lo stesso stato. Attenzione: nella risoluzione non si parla direttamente dello stato, ma di “Al-Qaida, Usama bin Laden and/or the Taliban” ovunque essi si trovino e, guarda caso, i talebani risultavano essere proprio in Afghanistan.

http://www.un.org/sc/committees/1267/index.shtml

Nel 2001 due anni dopo la risoluzione ONU, nel momento in cui le sanzioni si rivelarono non sufficienti a acquietare l’ambiente afgano, gli Stati Uniti ritennero necessario, per combattere il terrorismo internazionale, ritenuto responsabile dell’attentato alle Torri Gemelle, attaccare proprio l’Afghanistan.

Ognuno potrà trarre le proprie conclusioni, tuttavia, da uomo con molti dubbi, a me paiono molto sospette queste casuali successioni temporali.

em.il.

Pubblicato il 9 giugno 2010 su Pensieri brevi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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