Re: il boom culturale dei sapiens sapiens

Giulio chiede: Come spieghiamo il boom culturale, avvenuto intorno a 50.000 anni fa, per i Sapiens?

Credo che la prima domanda dovrebbe essere: cos’è la cultura? Potremmo sintetizzare dicendo che è un modo di pensare condiviso da una popolazione.

Ci dovremmo poi chiedere come si diffonde una determinata cultura, ovvero come avvengono i cambiamenti culturali.

Farei, innanzitutto, riferimento a Max Weber e alla sua analisi delle civiltà occidentali. Nell’analisi del capitalismo Weber denota una necessità di razionalità, sia essa nella giustizia o nell’amministrazione. Tale necessità è inevitabilmente legata agli interessi dei capitalisti, che per valutare con attenzione i loro investimenti avevano bisogno di calcoli e di leggi precise. Allargando la visuale alla storia umana, fin dai primordi, possiamo verificare come l’analisi razionale del reale corrisponda agli interessi di ogni società. Con l’aumento dei dati a disposizione è inevitabile che la mente umana tenda a trovare nuovi legami tra causa ed effetto. Questo istinto verso l’analisi del reale, porta inevitabilmente a un incremento del potere e a dei cambiamenti culturali che, in caso di contatto e di mezzi di comunicazione adatti, hanno molta possibilità di diffondersi.

Le spiegazioni delle modalità di cambiamento culturale, possono essere, tuttavia, anche esogene, cioè riguardare fattori di cambiamento esterni, e a livello macro-sociale. Se teniamo in considerazione i cambiamenti dovuti alle dimensioni strutturali della società, in particolare alla divisione del lavoro (abilmente analizzati da Durkheim, se ne condividano o no le posizioni) è facile immaginare quanto possono essere stati esplosivi i primi cambiamenti sociali.

Esistono poi i meccanismi individuali. Anch’essi possono portare modifiche culturali. Pensiamo a uno dei meccanismi di difesa comunemente riconosciuti: l’intellettualizzazione analizzata da Anna Freud. Essa consiste in un tentativo di elaborare sistemi logici e razionali. Come sottolineato da Hartmann questa può facilitare l’adattamento al reale. Un secondo tipo di meccanismo difensivo, con impatti culturali, è l’idealizzazione, ovvero il bisogno di attribuire un valore speciale o un potere non corrispondente al reale a determinati soggetti, assegnandogli una sorta di “perfezione”. I cambiamenti culturali dovuti a questi meccanismi, possono estendersi a determinati gruppi per essere poi trasmessi ad altri tramite il contagio sociale.

Con ciò ho voluto sottolineare che i fattori che possono portare ad un cambiamento culturale sono molti e di varia natura.

Sorge il problema, ora, di comprendere come un cambiamento culturale si trasmette. E’ necessario sottolineare che uno dei elementi principali per un contagio culturale complesso è l’implementazione di un linguaggio mutuamente comprensibile.

Un linguaggio implementato, come quello umano moderno, permette di slegare l’espressione dalla manifestazione immediata, ciò consente la diffusione delle esperienze.

Inoltre, è interessante sottolineare quanto affermato da Sapir: se da un lato il pensiero influenza il linguaggio, dall’altro il registro linguistico influenza inevitabilmente il pensiero. Pertanto, l’utilizzo di un determinato linguaggio influenza un peculiare sviluppo nell’approccio al mondo.

Tornando alla domanda, è necessario sottolineare che lo sviluppo del linguaggio per l’Homo sapiens sapiens è avvenuto verosimilmente tra i 50.000 e i 100.000 anni fa (probabilmente grazie alla proteina FOXP2), mentre lo sviluppo della behavioural modernity sembra essere avvenuto tra i 50.000 e i 70.000 anni fa.

Abbiamo, pertanto, verificato le diverse tipologie di avvenimenti che possono portare ad un cambiamento culturale e la coincidenza tra lo sviluppo della cultura ed i mezzi che facilitano la diffusione della stessa. Sarebbe interessante entrare nello specifico ed essere più dettagliati, ma non si tratterebbe più di una risposta breve. Riporto di seguito alcuni dei testi di riferimento:

Max Weber e Pietro Leandro Di Giorni (1996). Scienza come vocazione e altri testi di etica e scienza sociale pp. 106–109
Emil Durkheim (1893). La divisione del lavoro sociale (De la division du travail social)
Marco W. Battacchi (1988). Trattato enciclopedico di psicologia dell’età evolutiva pp. 489 – 490
Selected Writings of Edward Sapir in Language, Culture, and Personality. By Edward Sapir, edited by David G. Mandelbaum. University of California Press
Diamond, Jared (1992, 2006). The Third Chimpanzee: The Evolution and Future of the Human Animal. New York: Harper Perennial. pp. 141–167.
Ehrlich, Paul R. (2002). Human Natures: Genes, Cultures, and the Human Prospect. Island Press. pp. 159–160.

em.il.

Pubblicato il 7 aprile 2010 su Pensieri brevi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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