La scuola che vorrei.

I miei punti sulla scuola, cosa farei per cambiarla (in breve):

1. Creare un test di ammissione ad ogni classe. Ad esempio, in prima elementare sarebbe un test generico, stile Q.I. integrato con elementi che allarghino il raggio del test stesso ai vari tipi di intelligenza.
In base al numero di sezioni disponibili e al numero di insegnanti, suddividere gli studenti secondo i risultati del test stesso.
Questo permetterebbe agli insegnanti di avere classi maggiormente omogenee e faciliterebbe la scelta della metodologia di insegnamento da applicare.
Inoltre, i programmi scolastici e gli obiettivi da raggiungere sulle specifiche materie sarebbero i medesimi. Cambierebbero solo le tempistiche e le metodologie di insegnamento, inoltre si potrebbero sfruttare delle ore scolastiche permettendo lo studio di materie integrative per le classi “avanzate” e delle ore di recupero per le classi che ne necessitassero.
In questa maniera la suddivisione delle ore scolastiche sarebbe ottimizzata e si permetterebbe ai ragazzi di studiare in base alle loro esigenze. Si diminuirebbe, in questo modo, il più possibile il rischio di rallentamento degli studenti con apprendimento veloce e di stress eccessivo degli studenti con apprendimento più lento.
Negli anni successivi, i risultati conseguiti sarebbero uno degli elementi di valutazione per l’accesso alle classi successive (es. in caso di promozione: 20% della valutazione basato sulla media voti – 80% sui test di accesso alla classe). In questo modo gli studenti non sarebbero necessariamente legati ad una determinata classe con specifiche modalità di apprendimento per tutta la durata del corso di studi.

2. Ogni anno si comprano nuovi libri di studio. Alcuni di questi sono comprati a spese dello stato, altri a spese delle famiglie.
Spesso tra il libro dell’anno precedente ed il nuovo cambia semplicemente la copertina e l’impaginazione.
I libri di studio dovrebbero appartenere alla scuola ed essere ad usufrutto gratuito degli studenti.
Lo studente, terminato l’anno, dovrebbe restituire il libro alla scuola nelle condizioni in cui l’ha ricevuto. In modo che l’anno successivo possa essere utilizzato da un altro studente.
La preferenza concernente un libro (con durata dai 5 ai 10 anni), dovrebbe essere fondata su criteri oggettivi e opponibili e la valutazione, effettuata su scoring model, resa pubblica.

3. La metodologia di insegnamento della letteratura.
Spesso gli insegnanti tendono a seguire nell’insegnamento il seguente percorso: periodo storico – filone letterario – autore – stralci di brani.
Il percorso da seguire dovrebbe essere l’opposto: stralci letterari (libri da leggere durante l’estate che riguardino gli autori dell’anno seguente) – autore – filone – periodo storico.
Lo studente avrebbe la possibilità di farsi una propria opinione circa gli scritti, prima di conoscere il contesto degli stessi.
Nella modalità opposta, durante la lettura, lo studente viene inevitabilmente influenzato dalle opinioni sul filone e sull’autore.
Ahimè, spesso, ci si trova di fronte a generalizzazioni basate su classificazioni (dimenticando che le classificazioni sono solo un nostro strumento di comodo) prive dell’approfondimento necessario circa la soggettività dell’autore.

4. Lo studio della lingua inglese, da rendere, a livello scolastico, superiore a quello degli altri paesi europei (per colmare il gap attuale) tramite ore dedicate e insegnanti professionalmente adeguati (preferibilmente insegnanti madre-lingua che conoscano bene l’italiano).

5. Lo studio della matematica. Abbiamo colmato l’ignoranza di tipo letterario (analfabetismo) particolarmente diffusa. Ci troviamo oggi di fronte a un analfabetismo matematico. Strumenti a disposizione: ore di insegnamento e insegnanti adeguati. Inoltre, aggiungerei: cultura diffusa tramite la televisione di stato.

6. Istituzione di un percorso formativo unico fino all’età di 16 anni. Dopo questo primo percorso, 3 anni di formazione superiore differenziata in 3 rami (tecnico – professionale – ginnasio) e poi l’università.

7. Fortificazione del legame tra scuola e lavoro tramite stage e visite ad aziende in particolare per quanto concerne gli istituti tecnici e professionali.

8. Concorsi trasparenti per l’accesso all’insegnamento.

Infine, ma soprattutto, ricordare che le menti sono le migliori risorse su cui possiamo puntare. Scuola e ricerca sono i campi dove investire maggiormente. Tuttavia, si deve avere certezza che i propri investimenti siano gestiti in maniera trasparente.

Em.il.

Pubblicato il 25 marzo 2010 su Pensieri brevi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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