Vita d’azienda – Dirigenti e Stronziario

Dalle esperienze quotidiane sembra che i dirigenti, in particolare quelli della mia azienda, utilizzino un libro che per comodità abbiamo definito “Stronziario”. Nello Stronziario sono contenute diverse frasi fatte che i dirigenti possono utilizzare nelle più svariate situazioni. Nello Stronziario ci sono anche formule di calcolo che permettono di raggiungere qualsiasi risultato partendo da qualsivoglia dato di base.

Qualcuno potrebbe mettere in dubbio l’esistenza dello Stronziario e, in effetti, nessuno l’ha mai visto. Questo porta a supporre che il libro sia riservato ai dirigenti. Qualcuno ha fatto notare, tuttavia, che, a volte, i quadri utilizzano le stesse forme dei dirigenti. Da un’attenta analisi, però, si nota che l’utilizzo che ne fanno i quadri ha qualcosa di differente: è evidente che copiano le frasi, ma non hanno accesso allo Stronziario, dove devono essere indicate frasi, toni e modalità di utilizzo.

L’esistenza dello Stronziario è evidente, non si spiegherebbe altrimenti la ripetizione di frasi identiche pronunciate da dirigenti diversi in situazioni che appaiono non avere nulla in comune.

Andiamo a vedere alcune delle frasi che si suppongono essere presenti nello Stronziario:

“E’ una grossa opportunità” – la frase può essere utilizzata ogniqualvolta si vuole convincere qualcuno a accettare una proposta. Per pronunciare questa frase non sono importanti i termini della proposta, né la convenienza per il dipendente della stessa: le uniche condizioni necessarie sono il voler proporre qualcosa al dipendente ed il desiderio che il dipendente accetti. Ecco alcune delle situazioni in cui è stata utilizzata la frase:

 Proposta di trasferimento del dipendente a 719 Km da casa dopo più di 20 anni di carriera, senza alcuna promozione o cambio di mansione né prospettiva di avanzamento, senza alcun incentivo se non quello imposto dal contratto – era per il dirigente una grossa opportunità;
 Proposta di trasferimento nel luogo più insignificante del mondo, dove la vita sociale è ridotta a zero e dove, se volessi fare un po’ di footing, rischieresti di venire rincorso dai cani o dalle pecore mannare, anche questo senza alcun incentivo se non quello standard imposto dalla legge e senza prospettive particolari – era per il dirigente una grossa opportunità;
 Non avere una promozione quando persone che hanno lavorato meno di te, ci hanno messo meno impegno e hanno creato grosse problematiche all’azienda, come rilevabile da dati oggettivi, l’hanno avuta – era per il dirigente una grossa opportunità.

“In fondo non c’è una grossa differenza” – utilizzabile in particolare in casi di trasferte, nelle modalità di utilizzo della frase deve essere presente un metodo di calcolo il cui studio deve richiedere anni:

 Persona in trasferta a 289 Km da casa, Viamichelin calcola il percorso in macchina pari a 2 ore e 49 minuti, viene richiesto di cambiare destinazione della trasferta a 939 Km da casa, per un astruso calcolo del dirigente “in fondo non c’è molta differenza”, vediamo il calcolo. Nel primo caso, tornando in macchina ci vogliono almeno 3 ore, questo senza considerare il traffico che porterebbe a almeno tre ore e mezza di viaggio in macchina. Nel secondo caso, secondo Viamichelin per arrivare all’aeroporto ci vogliono 2 ore e 40 minuti, per il dirigente diventano 2 ore al massimo, a queste si deve aggiungere un’ora e mezza di aereo, quindi, in totale, tre ore e mezza. (ovviamente, il dirigente non tiene in considerazione che il dipendente non ha un jet privato che parte appena egli arriva all’aeroporto né che il dipendente non abita all’aeroporto e quindi dovrà fare un ulteriore tragitto per tornare a casa). Come l’impiegato potrà notare in entrambi i casi ci vogliono circa tre ore e mezza per tornare a casa: in fondo non c’è una grossa differenza.
 Situazione simile, ma più difficile, trasferta a 289 Km da casa, stavolta contro una trasferta su di un’isola a 1448 Km da casa. Il viaggio all’aeroporto (che da Viamichelin è 1 ora e 44 min.) diventa un’ora e mezza cui va aggiunta 1 ora e 45 di aereo, in totale 3 ore e un quarto, risultato raggiunto: in fondo non c’è una grossa differenza, anzi, in questo caso, forse conviene.

“E’ una scelta assunta in base alla politica aziendale” – quando la scelta non è ricaduta sul dirigente che non sa assolutamente cosa dire, perché dire che la scelta è stata presa da qualcuno altro oppure in base a necessità occulte rischierebbe di sminuire la sua figura. La frase è utilizzata, in particolare, quando si parla di politiche retributive:

 Dopo 25 anni di carriera noti che la persona che tu supporti è diventata quadro (un’intera categoria superiore alla tua) e che a te non è stata data neanche una promozione all’interno della categoria stessa; inoltre, noti che una persona che è entrata da tre anni e sa fare meno di un decimo di ciò che sai fare tu ha appena raggiunto la tua stessa identica categoria, mentre a te non è stato riconosciuto nulla: la scelta è stata assunta in base alla politica aziendale.
 Sei entrato da poco, in un gruppo di circa 15 persone, dove almeno 12 hanno avuto una promozione allo scadere del periodo iniziale. Tra questi 12 almeno molti hanno fatto meno di quello che hai fatto tu; inoltre, sei diventato una sorta di tutor (riconosciuto dai colleghi) per uno di quelli che ha avuto la promozione e, da quello che dicono colleghi anziani ne sai di più di diversi colleghi che sono lì da molto più tempo. Eppure tu non sei tra quei 12: la scelta è stata assunta in base alla politica aziendale.

Em.il.

Pubblicato il 3 settembre 2009 su Racconti. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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