Al primo boccone cadde a terra, morto e bianco come la neve.

Alan era un ragazzino che, come tanti altri, non amava particolarmente i classici e trovava lo studio dei Testi Sacri una perdita di tempo. Quando un professore gli disse che la Bibbia era la Verità e la base necessaria di tutte le conoscenze, Alan rispose con calma “Ai tempi di Galileo si affermava che le frasi «Stette fermo il sole in mezzo al cielo e non si affrettò a calare quasi un giorno intero» e «Hai fondato la terra sulle sue basi, mai potrà vacillare» fossero una confutazione adeguata dalla teoria copernicana”.

Questa risposta gli costò una sonora punizione e il richiamo ufficiale del professore, il cui giudizio per iscritto fu: “Potrei anche assolverlo per il suo modo di scrivere, sebbene sia il peggiore che abbia mai visto. Ho cercato di tollerare il suo lavoro prevedibilmente inesatto, trascurato, sporco e inconsistente, ma non posso assolverlo per la stupidità che dimostra nel discutere il Nuovo Testamento”.

Alan, a differenza di tanti altri, non odiava lo studio in quanto tale, semplicemente detestava l’approssimazione delle lettere e aveva maturato in sé l’amore per la natura ed i più precisi ed utili numeri. Mentre l’insegnante di latino si meravigliava di quanto il ragazzo potesse rimanere indietro rispetto agli altri e quello di matematica e scienze si lamentava per quanto il suo lavoro fosse sporco, Alan scriveva: “Noi non siamo fatti come una casa di cemento o di legno, ma siamo come una di mattoni. Siamo fatti di piccoli mattoni viventi. Quando cresciamo è perché questi mattoni viventi si dividono e poi diventano della grandezza dei mattoni originali. Eppure, nessuno sa ancora nulla circa le ragioni e le modalità in base alle quali questi mattoni crescano più o meno velocemente, oppure non crescano affatto”.

Un’intelligenza spigliata, un ingegno estraneo alla norma e alla mediocrità diffusa incompreso e disprezzato per il suo stesso essere. Alan raggiunse il diploma col minimo dei voti, concentrandosi sui teoremi centrali del limite, mentre gli altri scopiazzavano le versioni di latino.

Il ragazzo crebbe e crescendo si ritrovò in un ambiente diverso, nuovo e fresco: il College. Il suo carattere rimase peculiare rispetto a quelli altrui, eppure qui sentiva di poter esprimere le sue qualità, era come un anatroccolo nero, che improvvisamente si ritrovava tra anatroccoli dei colori più disparati.

Qui trovò i numeri ed i numeri erano la sua delizia e non la sua croce. La sua croce era il carattere che madre natura gli aveva dato, un carattere che lo isolava dal mondo degli anatroccoli belli: tra le cifre il suo carattere non contava.

Nel mondo dei numeri era un re, nell’universo matematico vinse una guerra contro una nazione intera e la nazione subì la sconfitta nel mondo del sangue e delle pallottole, senza rendersi conto della provenienza della sua disfatta.

Il Terzo Reich aveva costruito un sistema di codificazione straordinario, l’incredibile Enigma, era convinto che nessun estraneo sarebbe potuto venire a conoscenza dei suoi segreti.

Per quanto incredibile, però, Enigma non era imbattibile per quel ex-ragazzino inglese dal carattere particolare. Gli Alleati lo sapevano e gli chiesero:

“Signor Turing, ritiene di essere in grado di implementare il nostro sistema e decodificare Enigma?”

“Signori, ritengo che possiamo vedere solo poco davanti a noi, ma possiamo vedere tante cose che bisogna fare. Non so se sarò in grado di decriptare il sistema Enigma, ma vedo fin da ora che c’è molto da implementare nel vostro sistema attuale”.

“Non ci riuscirà” pensarono i saggi capi al sentire questa risposta. Non fu così, Alan lo fece, creò la Bomba, l’anti-Enigma e quando i saggi, sorpresi dalla sua riuscita, gli chiesero: “Come c’è riuscito?”

Alan rispose: “Non ho fatto altro che ragionare matematicamente ed il ragionamento matematico, schematicamente, altro non è che l’esercizio di intuizione e ingegnosità”.

Grazie alla sua intuizione e alla sua ingegnosità gli Alleati vinsero la guerra, dopodiché distrussero tutti i calcolatori e classificarono col codice di massima sicurezza l’operazione di decodifica. Il genio che aveva creato il sistema divenne, a questo punto, un soggetto pericoloso per la sicurezza dello Stato, un uomo che sapeva troppo.

Alan, indifferente a ciò che il mondo pensava di lui, cominciò a lavorare con tutte le sue forze alla seguente domanda: “Le macchine sono in grado di pensare?”

Nacque così il Test di Turing, se una macchina lo avesse superato sarebbe stata indistinguibile da un essere umano: “Il solo modo in cui si potrebbe essere sicuri che una macchina pensa è quello di essere la macchina stessa e sentire se si stesse pensando (…) allo stesso modo, la sola via per sapere che un uomo pensa è quello di essere quel uomo in particolare (…) Probabilmente A crederà «A pensa, mentre B no» mentre per B è l’esatto opposto «B pensa, ma A no». Invece di discutere in continuazione su questo punto, è normale attenersi alla educata convenzione che ognuno pensi”.

“La sua intenzione è quella di creare un potente cervello elettronico?” gli chiesero.

La sua risposta fu: “No, non mi interessa sviluppare un cervello elettronico potente. Mi accontento di uno normale, un po’ come quello del presidente dell’AT&T”.

“Lei sembra davvero convinto che si possa giungere all’intelligenza artificiale” fu la replica.

“Alla fine del secolo XX l’uso delle parole e l’opinione delle persone di cultura saranno cambiate a tal punto che si potrà parlare di macchine pensanti senza aspettarsi di essere contraddetti” sentenziò Alan, ma per una volta la sua previsione fu troppo ottimistica, il secolo è finito, eppure, nessuna macchina ha superato il test di Turing. Ciò può essere dovuto al fatto che Alan sia morto troppo presto?

Troppo presto… come morì Alan a 41 anni?

Fu processato per atti di oscenità grave. All’epoca l’omosessualità era un reato e, al processo, Alan stolto e grandioso come Bruno non abiurò alla sua tendenza sessuale, bensì affermò: “Non ci vedo nulla di male”. I giudici, come alternativa alla detenzione, decisero di guarirlo dalla grave malattia con un ciclo di iniezioni di estrogeni.

La mattina dell’8 giugno 1954 Alan fu trovato morto nel suo letto. Vicino a lui c’era una mela avvelenata da cui era stato morso qualche boccone. Vi lascio le tre soluzioni della storia:

a. Il genio che aveva lanciato al mondo il pomo della discordia, aveva deciso di suicidarsi in modo fiabesco, ispirandosi alla favola di Biancaneve che aveva sempre prediletto, forse aspettando di risvegliarsi col bacio del suo amato;
b. Il genio era morto a causa di un esperimento scientifico riuscito male;
c. Il genio sapeva troppo, il suicidio fu abilmente inscenato per preservare la sicurezza dello stato.

Rimane la triste realtà di un uomo dalle spettacolari e stupefacenti doti intellettive esiliato dalla società perché diverso e accolto troppo presto dalla gentile signora di nero vestita.

Em.il.

Pubblicato il 8 aprile 2009 su Racconti. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. La soluzione ‘a’ è, ovviamente, la più romantica, ma una persona così legata ai numeri ed alla realtà non potrebbe prenderla in considerazione.
    La ‘b’ mi sembra la più improbabile.
    La ‘c’ è, probabilmente, la più plausibile, però, a cercare bene, vi potrebbero essere altre spiegazioni. Ad esempio che sia semplicemente morto per soffocamento con pezzo di mela andatogli di traverso.

  2. biancaneve era la sua storia preferita,quindi A,anche se il sospetto che sia stato ucciso rimane.

  3. Qualunque sia l’ipotesi corretta “rimane la triste realtà di un uomo dalle spettacolari e stupefacenti doti intellettive esiliato dalla società perché diverso e accolto troppo presto dalla gentile signora di nero vestita”.

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