Diario fantascientifico, ovvero le segnalazioni di un appassionato nostalgico (IV puntata)

Articolo di Sandro Pergameno, di cui fornisco uno stralcio:

SPIN di Robert Charles Wilson

Un altro mio consiglio è Spin, un romanzo di Robert Charles Wilson, altro grande autore assai sottovalutato in italia. Si tratta della sua opera più importante, un premio Hugo fino ad ora inedito nel nostro paese, che ho apprezzato moltissimo. E’ un romanzo di ampio respiro, alla Clarke, che si svolge nell’arco di secoli e pone l’umanità di fronte alla scoperta di una porta sull’infinito e di fronte a un mistero galattico di grandi proporzioni e dalle incredibili conseguenze sul nostro futuro. E’ anche un bel thriller pieno di suspance. Lode all’amico Emilio Ics per il coraggio avuto nel portarlo in Italia. Da non perdere. (…)

Diario fantascientifico, ovvero le segnalazioni di un appassionato nostalgico (IV puntata)

Il libro su Amazon (Spin di Robert Charles Wilson)

Annunci

SPIN, il capolavoro di Robert C. Wilson

SPIN. Finalmente in Italia il romanzo di Robert C. Wilson, una storia che esplora l’animo umano nei suoi anfratti più profondi.aaaaaaaaaaaaa

Il vincitore del premio Hugo è disponibile presso i partner Rocard e su Amazon – https://www.amazon.it/dp/8894278603

DI COSA PARLA?

Tyler sta osservando il cielo, quando le stelle e la Luna scompaiono. Una misteriosa membrana ha intrappolato al suo interno tutto il globo. Con Tyler due amici, Jason e Diane, che lo accompagneranno in un mondo rivoluzionato dallo Spin. Ognuno dovrà fare i conti con le proprie paure e convinzioni più profonde: come ci si costruisce una vita sotto la minaccia dell’estinzione?

COME INIZIA?

Tutti cadiamo, e finiamo a terra da qualche parte.

Così affittammo una camera a Padang, al terzo piano di un hotel in stile coloniale dove per un po’ saremmo passati inosservati.

Novecento euro a notte ci garantirono riservatezza e un balcone con vista sull’oceano Indiano.

Con il bel tempo, che negli ultimi giorni non era mancato, riuscivamo a vedere la parte più vicina dell’Arco: una linea verticale del colore delle nuvole che si levava dall’orizzonte e svaniva, salendo, nella foschia azzurra.

Robert Charles Wilson

Nasce negli Stati Uniti e a nove anni si trasferisce con la famiglia in Canada, dove vive tuttora. I suoi romanzi hanno vinto i più importanti premi letterari del settore, tra cui i Premi Hugo, Seiun e Grand Prix de l’Imaginaire (per SPIN) e il Premio Philip K. Dick.

Per maggiori informazioni:

Rocard – Via Campana 217, Qualiano (NA)

info@rocardeditore.euwww.rocardeditore.eu

Spin

Secondo alcuni, uno dei più avvincenti romanzi di fantascienza degli anni 2000…

Finalmente, si è dato il via alle danze per la pubblicazione di Spin in Italia! Qui i primi due paragrafi dell’incipit:
—–
Tutti cadiamo, e finiamo a terra da qualche parte.

E così affittammo una camera a Padang, al terzo piano di un hotel in stile coloniale, dove per un po’ saremmo passati inosservati.
—–
Uno stralcio un po’ più lungo lo trovate al seguente link, dove c’è anche il contatto dell’editore… scrivete al contatto che trovate nel sito se volete info sugli sviluppi o essere inseriti nella lista per prenotare la vostra copia:

http://www.rocardeditore.eu

Dormire, morire, forse sognare

Aprii la porta del bar e l’aroma di caffè mi avvolse insieme al vapore.

Ho sempre amato quell’aroma, molto più del caffè vero e proprio.

Di fronte al locale c’era un panificio, che al mattino sfornava brioche calde. Adoravo andare lì a prendere una brioche vuota per portarmela da don Peppe e lui tollerava questa mia piccola scorrettezza.

 

“Buongiorno don Peppe, quattro caffè normali e uno decaffeinato”. Presto! pensai, con la mente che tornava a quelle gambe accavallate.

L’anziano barista mi guardò aggrottando la fronte e dopo un cordiale “’giorno” mi chiese: “Giulio e pecché non ha chiamato la signorina?”

“In che senso, don Peppe?”

“Come in che senso? Di solito la signorina chiama e se lo fa portare, eh Gennarì?”

“Eh don Pé, ma Giulio adda turnà a faticà”. Ringraziai mentalmente il ragazzo, che incurante dei discorsi del vecchio già mi preparava i caffè.

“Vabbuò” intervenni sperando di tagliare i tempi “mi sono fatto due passi a piedi. Fanno sempre bene, no, don Peppe?”

“E’ vero, voi giovani state sempre seduti” disse con la sua voce rauca  “senza fa nù cazz” e qui ci fu la pausa teatrale del personaggio. Inspirò rumorosamente, entrò meglio nella parte e partì a parlare della sua famiglia: “Mio nipote” pausa “che può avere” pausa “tredici anni? Invece di scendere, stare un po’ in mezzo alla via a giocare a pallone, sta sempre a casa davanti al computér. Mò gli hanno regalato pure la pé stesciòn e…”

“Don Pé, i caffè sono pronti”. Grandissimo Gennarino e la sua abitudine di interromperlo!

“Eh?” chiese il vecchio.

“I caffè, don Pé. Giulio adda turnà a faticà. E’ vero Giulio?”

“Eh sì” quasi esultai, sebbene mostrassi un fare rammaricato per non far dispiacere il barista.

“Vabbuò, vabbuò, vabbuò” il suo famigerato triplo Va Buono “e se i caffè sono pronti si devono portare, che sennò si fanno freddi e non sia mai! Sono per il dottore, vero?”

“Sì”.

“Io il dottore me lo ricordo quando era bambino, aveva l’età di mio nipote, ma che ci teneva! Non come questi ragazzi di oggi…”

“Don Pé, Giulio se n’adda je” disse Gennarino, poi si rivolse a me “Ve li porto io?”

“No, grazie, ci penso io” e presi la bottiglina coi quattro caffè ed il bicchierino del decaffeinato, separato.

[…]

Piccolo estratto dal libro “Dormire, morire, forse sognare”:

http://www.amazon.it/Dormire-morire-sognare-Emilio-Ilardo-ebook/dp/B00OX6O1UC/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1414421070&sr=8-1&keywords=dormire+morire+forse+sognare

Finire un libro può provocare tristezza?

Tratto da: http://www.finzionimagazine.it/extra/discussioni-anobiiche/finire-un-buon-libro-puo-provocarvi-tristezza/

La maggior parte dei lettori fa parte della categoria di sognatori nostalgici che darebbe un rene perché il mondo in cui si sono calati per decine di pagine fosse vero, fosse reale. Se un libro ci è piaciuto, consideriamo i personaggi che lo hanno popolato non meno reali di quelli che possiamo incontrare per strada; anzi, spesso sono per noi più reali del passante o del tizio in bicicletta al semaforo perché con certi personaggi abbiamo condiviso vite intere, amori, emozioni, tutta quella serie di esperienze che nella vita vera rende certe persone dei punti fissi. Poi arriva l’ultima pagina, e già ti dispiace; poi riponi il libro sullo scaffale e lo stacco tra vita narrata e vita vera si fa sempre più forte. Se il libro ci è piaciuto davvero, è una sofferenza riportarlo in biblioteca.

C’è a chi, ritrovando un libro che pensava aver perduto, sono venute le lacrime agli occhi perché quel parallelepipedo cartaceo era il punto di contatto tra la realtà e quella vita narrata così travolgente. Tra i (pochi) che non hanno mai provato una sensazione del genere e coloro che si sentono orfani dopo aver finito Guerra e pace, ci sono tanti gradi intermedi: tristezza, malinconia, nostalgia…

I romanzi più insidiosi sono quelli che compongono una saga e che ti immergono fino alle orecchie nel mondo che descrivono, e il mondo reale si compone di quei suoni sordi che puoi sentire quando nuoti sott’acqua. Gli autori morti prima ancora che nascessimo (o prima ancora che imparassimo a leggere), lasciano una malinconia più leggera, una nostalgia nel senso letterale; quelli che scompaiono all’improvviso, invece, lasciano una brutta sensazione di incompiuto, come se percepissimo l’assenza di quell’ultimo libro che avrebbe completato l’opera dello scrittore.

Poi ci sono gli autori che abbiamo mancato come si perde un treno, quelli morti poco prima che li conoscessimo e ce ne innamorassimo. L’effetto è ancora più strano perché si ha la sensazione che se lo avessimo conosciuto prima – a volte bastano un paio d’anni, a volte molto meno – qualcosa sarebbe stato differente. Chi ha scoperto David Foster Wallace dopo il 12 settembre 2008, sa di cosa parlo. DFW conosceva quella malinconia che si prova una volta finito – di leggere o di scrivere – un libro:

I romanzi sono come matrimoni. È così triste finirli. Quando ho finito il mio primo libro mi è parso di essermi innamorato della mia protagonista e che fosse morta. […] I personaggi dei racconti sono diversi. Diventano vivi negli angoli degli occhi. Non si deve vivere con loro.

tiropoderoso

In fase di lavorazione...sempre e comunque

Io, ateo

La fede solleva delle montagne; sì: delle montagne d’assurdità. (André Gide)

A Magical Place

Cinema, Serie TV, Fumetti, ed altro...

Il Trono di Spade

L'inverno sta arrivando.

librolandia

Con il nostro pensiero, noi creiamo giorno per giorno il mondo che ci circonda.

brrrainblog

Così è, se vi pare.

Not A Blog

Così è, se vi pare.

Il Disinformatico

Così è, se vi pare.

Commenti per Haramlik

Così è, se vi pare.

Fuffologia

Fuffari e creduloni: se li conosci non ti uccidono